“La ricerca italiana è sempre in prima linea, anche la lotta al Covid lo dimostra”

15 Aprile 2022

Il presidente di Farmindustria Scaccabarozzi, in occasione della Giornata dedicata, tesse le lodi del settore: “Ruolo di primo piano del Paese su vaccini e cure”

di NS

Senza ricerca non c’è salute e non c’è futuro. È un asset strategico del Paese ed è per questo giusto dedicare alla ricerca italiana nel mondo una Giornata specifica come quella di oggi. Ne è convinto il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi che, in occasione della ricorrenza, tesse le lodi di un settore in cui la Penisola ha da sempre un ruolo di primo piano, con i suoi istituti ma anche coi propri talenti fuori confine.

L’ultimo esempio dell’importanza della ricerca scientifica, per Scaccabarozzi, è quanto è stato messo in campo in tempi record per frenare la pandemia di Covid-19: “Tredici miliardi di dosi di vaccino prodotte fino ad oggi, il 65% della popolazione mondiale che ha ricevuto almeno una dose, la prospettiva di ritornare in breve tempo a una vita normale: grazie allla ricerca e sviluppo e a un virtuoso sistema open innovation con collaborazioni e partnership a livello mondiale è stato possibile trasformare in realtà quella speranza di superare al più presto la pandemia”.

Con l’Italia che ha sempre avuto un ruolo di primo piano e ha dato un contributo fondamentale per la conoscenza del virus e per lo sviluppo di vaccini e cure, ricorda presidente di Farmindustria: “Il nostro Paese si colloca ai primi posti al mondo, dopo Usa, Cina e Regno Unito, per pubblicazioni scientifiche relative al Covid-19: quasi 8mila. Senza dimenticare che nel 2021 ha fatto segnare una crescita del 30% delle domande di brevetti biofarmaceutici presentate all’European Patent Office”.

Gli investimenti in R&S (Ricerca e sviluppo, ndr) in Italia sono pari a 1,6 miliardi, di cui 700 milioni impiegati negli studi clinici: “Uno strumento prezioso per i pazienti che possono beneficiare di cure innovative e per il Servizio sanitario nazionale che ha un vantaggio economico complessivo di 2,77 euro per ogni euro investito dalle imprese”.

E si tratta di traguardi raggiunti in larga parte grazie ai ricercatori delle imprese del farmaco, sottolinea il presidente Scaccabarozzi, che, “sono per la maggior parte donne (52% del totale). Un chiaro segnale che l’innovazione ha bisogno della tenacia e della resilienza proprie del mondo femminile. Innovatrici e innovatori visionari e appassionati, con la creatività tipicamente italiana, che hanno dato molto – e continuano a dare – per la salute dei cittadini di tutto il mondo”.

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