Covid, l’Oms raccomanda Paxlovid ma avvisa Pfizer: non trascuri i Paesi meno ricchi

22 Aprile 2022

Il farmaco antivirale “è la scelta migliore per i pazienti ad alto rischio”. Si teme per la scarsa diffusione fuori dall’Occidente

di NS

Paxlovid, il farmaco antivirale contro il Covid-19, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità è “la migliore scelta terapeutica per i pazienti ad alto rischio disponibile fino ad oggi”. Il problema è che “la mancanza di trasparenza da parte di Pfizer” che lo produce “e le limitazioni al numero di Paesi che possono beneficiare della produzione generica del medicinale” possono mettere di nuovo i Paesi a basso e medio reddito in una situazione di svantaggio nell’accesso alla cura, “proprio come successo con i vaccini”.

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha formulato oggi una “forte raccomandazione” per l’utilizzo del Paxlovid (una combinazione di compresse di nirmatrelvir e ritonavir) destinato ai positivi al Covid con sintomi lievi e moderati a più alto rischio di ricovero ospedaliero, come ad esempio i non vaccinati, gli anziani o gli immunodepressi. Una raccomandazione, ricorda l’Oms, che si basa “su dati provenienti da due studi randomizzati controllati che hanno coinvolto 3.078 pazienti” e che mostrano come “il rischio di ospedalizzazione si riduce dell’85% a seguito di questo trattamento”. Ciò vuol dire che in un gruppo ad alto rischio (oltre il 10% di rischio di ricovero), Paxlovid può prevenire fino a 84 ricoveri ogni 1000 pazienti.

Il problema è che, mentre in Paesi ricchi dell’Occidente come l’Italia il Paxlovid da ieri è reperibile direttamente in farmacia,con ricetta medica e gratuitamente, così non è in ampie fasce del pianeta, per diversi motivi. Il primo è che il medicinale può essere somministrato solo mentre la malattia è nelle sue fasi iniziali. Tant’è che l’Oms ricorda: “Test tempestivi e accurati sono quindi essenziali per un esito positivo, mentre il tasso medio giornaliero di test nei paesi a basso reddito è di un ottantesimo rispetto a quelli ad alto reddito”. Sarebbe dunque necessario il miglioramento dell’accesso ai test e alla diagnosi precoci nelle strutture di assistenza sanitaria primaria.

A giocare un ruolo chiave, però, per l’Organizzazione con sede a Ginevra, è anche “la mancanza di trasparenza da parte di Pfizer che sta rendendo difficile per le organizzazioni sanitarie pubbliche ottenere un quadro accurato della disponibilità del medicinale, di quali Paesi sono coinvolti in accordi bilaterali e di quanto stanno pagando”. Inoltre, l’accordo stipulato da Pfizer con il Medicines Patent Pool, l’organizzazione internazionale che gestisce le licenze e i brevetti al fine di contenere i prezzi dei farmaci, di fatto, “limita il numero di Paesi che possono beneficiare della produzione generica del medicinale”.

L’Oms raccomanda pertanto caldamente a Pfizer di rendere più trasparenti i suoi prezzi e gli accordi stipulati e di ampliare l’ambito geografico della sua licenza con il Medicines Patent Pool in modo che più produttori generici possano iniziare a produrre il medicinale e renderlo disponibile più velocemente a prezzi accessibili.

Un’altra importante novità arriva poi sull’altro antivirale contro il Covid, il Remdesivir. Da oggi anche per questo farmaco vale la limitazione per i pazienti con Covid-19 in forme lievi o moderate. L’Oms ha infatti aggiornato la sua raccomandazione. Quella precedente per l’utilizzo di Remdesivir nei pazienti con forme gravi o critiche, spiega l’Organizzazione, è attualmente in fase di revisione.

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