Giornata per la salute della donna, la prevenzione è la stella polare

22 Aprile 2022

II capo dello Stato Mattarella: “Differenze di genere nelle cure inasprite dalla pandemia”. Speranza: “Costruire un Ssn più forte per tutti, ma anche più capace di riconoscere la specificità femminile”  

di NS

“L’emergenza pandemica, impegnando in maniera eccezionale il nostro sistema sanitario, ha messo a dura prova la gestione ordinaria di diverse patologie, soprattutto quelle che richiedono interventi di prevenzione. È un tema che per le donne ha assunto sempre maggiore importanza, privando, in molti casi, la persona di prospettive di cura efficaci nei tempi appropriati”. Le parole del capo dello Stato, Sergio Mattarella, nella Giornata nazionale per la salute della donna, toccano un nervo scoperto in ambito sanitario. I numeri, infatti, parlano chiaro. Basta scorrere i dati dell’ultimo rapporto a cura dell’Osservatorio nazionale screening per rendersene conto. E così, concentrando per esempio l’attenzione sui ritardi diagnostici dovuti alla pandemia, si scopre che nel periodo gennaio 2020-maggio 2021, rispetto al 2019, si sono registrate in Italia 816.966 mammografie in meno (ovvero una riduzione del 28,5%) e ben 3.558 diagnosi di carcinoma mammario non effettuate. Nello stesso periodo gli screening della cervice in meno sono stati invece 784.760 (in calo del 35,6%), con una stima di 3.504 diagnosi di tumori della cervice non effettuate.

La Giornata nazionale per la salute della donna, è la riflessione del capo dello Stato, “richiama l’attenzione sulla specificità di una condizione, tappa significativa di quel processo di personalizzazione della tutela della salute che realizza la pienezza del relativo diritto costituzionalmente garantito, e costituisce un passo importante verso una società attenta all’uguaglianza e autenticamente inclusiva”. Secondo Mattarella, “anche nella tutela della salute si sono manifestate differenze di genere: la storia degli studi clinici testimonia uno scarso coinvolgimento delle donne nella fase di sperimentazione, con effetti sui risultati, mentre le patologie che colpiscono le donne sono tra quelle per cui lo screening e la diagnosi precoce risultano ancor più essenziali”.

Pure il ministro della Salute Roberto Speranza batte sul tasto del valore strategico della prevenzione, “emerso ancora di più durante i mesi del Covid. La Giornata nazionale della salute della donna – evidenzia – è una scelta giusta che dobbiamo rivendicare e che deve servirci per costruire un Servizio sanitario nazionale più forte per tutti, ma anche più capace di riconoscere la specificità di genere e di offrire risposte”.

Anche dalle Aule arrivano segnali di attenzione. Ne approfitta Marialucia Lorefice (m5s), presidente della commissione Affari sociali della Camera, per andare in pressing: “In Parlamento stiamo chiedendo da settimane di destinare quante più risorse possibili allo smaltimento delle liste d’attesa e al recupero delle visite saltate, anche valutando uno scostamento di bilancio”. Annamaria Parente (Iv), presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, ricorda invece che la “pandemia ha messo a dura prova il nostro sistema sanitario, rallentando la gestione ordinaria di diverse patologie, come quelle tumorali, e questo non deve mai più accadere. Oggi – sottolinea – vogliamo ribadire quanto sia importante prendersi cura della nostra salute e non trascurare la prevenzione. Gli screening periodici sono fondamentali per stare bene. E il nostro impegno, dopo l’emergenza Covid, deve essere quello di riportare la sanità al più presto alla normalità, garantendo l’accesso alle cure su tutto il territorio. È fondamentale inoltre incrementare i fondi per la ricerca sulla medicina di genere per prevenire e curare meglio. La personalizzazione della medicina è il nostro futuro”.

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