Sanità: i nuovi equilibri dopo il voto Rsu atterrano sul tavolo del contratto

27 Aprile 2022

Domani incontro interlocutorio all’Aran: manca ancora l’atto di indirizzo aggiuntivo delle Regioni che arriverà i primi di maggio. Il Nursind: “Sugli infermieri i giornali sparano cifre a caso”

di Ulisse Spinnato Vega

Domani sarà ancora un incontro interlocutorio quello tra Aran e i sindacati per il rinnovo del contratto del comparto sanità. Non è arrivato l’atto di indirizzo aggiuntivo delle Regioni per lo stanziamento dei fondi sullo sblocco del salario accessorio (49,28 milioni di euro) e sul nuovo ordinamento professionale (127,57 milioni), ma le carte sono in fase di recapito. Gira voce, infatti, che ci sia l’accordo tra Stato e governatori per il rinnovo degli enti locali, dunque a questo punto la sanità non può che ricalcare fedelmente.

Morale: ai primi di maggio dovrebbe partire in concreto la trattativa che ha ormai come focus i quasi 177 milioni collegati alle due voci che ancora rappresentano un’incognita, visto che sono già vincolati sia i 335 milioni dell’indennità di specificità infermieristica sia i 63 milioni di indennità per il personale dei pronto soccorso sia i 100 milioni di indennità di tutela del malato che vanno agli Oss e alle professioni sanitarie (infermieri esclusi).

Il tavolo di domani, comunque, sarà utile per capire che aria tira dopo il voto per le Rsu. Il panorama, infatti, è cambiato: la Cisl ha fatto il pieno di consensi e ha scalzato la Cgil in posizione di leadership nel comparto, mentre tra i sindacati infermieristici il Nursind è l’unico che fa segnare una crescita in termini di preferenze (il calcolo degli iscritti sarà possibile a fine anno). Questo mutamento di equilibri inciderà sul negoziato? Sicuramente la Cisl è il sindacato tradizionalmente più vicino alle posizioni del governo, quindi c’è da scommettere che il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, avrà accolto con favore l’esito delle consultazioni per le Rsu.  

In ogni caso, visto il ritardo accumulato sul cronoprogramma sbandierato dallo stesso Brunetta a fine 2021, la speranza è che non ci siano nuovi intoppi nella trattativa. “Mancano i soldi da troppo tempo, bisogna sbrigarsi, anche perché i tempi della burocrazia comunque ci porteranno in autunno. Chiediamo nel frattempo correttezza alla parte datoriale: non bisogna far trapelare numeri che non stanno né in cielo né in terra”, denuncia il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega.

Il riferimento è alle cifre diffuse da qualche organo di stampa che parla di aumenti da 204 euro lordi e 193 netti per gli infermieri. “A parte che 204 euro diventano, al netto, circa 110-115 euro, ma comunque anche quel riferimento lordo è sbagliato – aggiunge Bottega –. Ad oggi abbiamo solo i 70 euro lordi di indennità di specificità più l’aumento tabellare che ci portano a un totale di circa 140 euro lordi. E ovviamente – conclude il segretario Nursind – come infermieri non possiamo accontentarci di cifre che mortificano la nostra professione e i sacrifici che due anni di pandemia ci hanno imposto“.

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