Mascherine al chiuso fino al 15 giugno per mezzi pubblici, spettacoli e in sanità

28 Aprile 2022

L’obbligo decadrà dal 1 maggio, ma con delle eccezioni. Le proroghe in un emendamento al decreto Riaperture approvato oggi. In arrivo anche l’ordinanza del ministro Speranza

di NS

Adesso è ufficiale: l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso decadrà a partire dal 1 maggio, ma con delle eccezioni. Rimarrà in vigore infatti fino al 15 giugno per particolari ambienti: i trasporti, sia a lunga percorrenza che quelli locali, strutture ospedaliere e ambulatoriali, tra cui le Rsa, e poi nei cinema, teatri e palazzetti sportivi.

Lo stabilisce un emendamento governativo al decreto Riaperture (Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza) presentato dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa e approvato in commissione Affari sociali alla Camera.

L’emendamento seguirà il normale iter parlamentare e non entrerà dunque subito in vigore, ma il ministro della Salute Roberto Speranza, parlando alla platea dell’Anaao Giovani, ha subito annunciato che entro questa sera stessa firmerà una ordinanza analoga “che farà da ponte per il tempo necessario per l’approvazione del decreto”.

Speranza ha spiegato che anche nei luoghi in cui l’obbligo decadrà “la nostra raccomandazione è sempre quella dell’uso della mascherina in tutte le situazioni in cui possa esserci il rischio di contagio”, aggiungendo che per le eccezioni “abbiamo deciso di mantenere almeno fino al 15 giugno la misura precauzionale”.

Il testo dell’emendamento prevede la proroga fino al 15 dell’obbligo di mascherina per l’accesso ai mezzi di trasporto e per il loro utilizzo e anche per gli addetti ai trasporti. Un obbligo valido, poi, “dal 1 maggio 2022 al 15 giugno 2022 per gli spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati, nonché per gli eventi e le competizioni sportivi che si svolgono al chiuso” e infine “per i lavoratori, gli utenti e i visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, ivi incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (Rsa), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali”.

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