Come, quando e per chi: ecco la guida definitiva al Paxlovid

02 Maggio 2022

Arriva un vademecum su prescrizione e utilizzo del farmaco antivirale contro il Covid. L’ha stilato l’associazione Assimefac, raccogliendo le raccomandazioni dell’Aifa

di NS

Pfizer assicura che Paxlovid, il farmaco antivirale per il Covid, “rappresenta probabilmente la scelta migliore perché può prevenire più ricoveri rispetto alle terapie alternative”. Come ogni farmaco, però, non fa miracoli e, soprattutto, va prescritto e assunto con le dovute cautele. È per questo che i medici italiani riuniti nell’Associazione della società scientifica interdisciplinare e di medicina di famiglia e di comunità (Assimefac) ha predisposto una guida sintetica per chiarire tutti i punti meno chiari sull’utilizzo della pillola, raccogliendo le raccomandazioni dell’Aifa.

In una fase in cui, spiegano Nunzia Pia Placentino e Leonida Iannantuoni, rispettivamente presidente nazionale e presidente del Comitato tecnico scientifico di Assimefac, “la pandemia da Sars-Cov2 è in una fase di regressione, sia in termini numerici che per gravità dei sintomi, ma continua a rappresentare una sfida per tutti i medici, bisogna saper selezionare accuratamente il paziente tenendo conto, oltre ai benefici, anche dei potenziali rischi a cui si può andare incontro con l’utilizzo del medicinale Paxlovid”. Per questo motivo l’Assimefac “ha ritenuto di stilare una guida, con le informazioni indispensabili per la cura quotidiana. Si è ritenuto condensare, in una agile tabella, tutte le interazioni farmacologiche potenzialmente a rischio se non letali”.

Il documento ricorda innanzitutto che Paxlovid, farmaco antivirale da somministrare per uso orale, è indicato in pazienti adulti non ospedalizzati con infezione recente da Sars-Cov-2, che è prescrivibile dai medici di medicina generale ed è reperibile in tutte le farmacie. Proprio per la facilità con cui è reperibile, però, è necessario conoscere bene posologia e target, tanto per i medici quanto per i richiedenti.

Ad esempio, premette la guida, nei pazienti Covid a basso rischio l’impiego di Paxlovid è sconsigliato poiché i benefici non sono significativi, secondo gli studi effettuati prima dell’approvazione. Mentre, al momento, non ci sono dati sperimentali che ne suggeriscano l’impiego in malati con Covid-19 grave. La raccomandazione per Paxlovid si basa sui dati di due studi randomizzati e controllati che hanno coinvolto 3.100 pazienti. In questi trial “l’evidenza ad alta certezza ha indicato poco o nessun rischio di effetti avversi che portano all’interruzione del farmaco, l’evidenza di certezza moderata ha mostrato che nirmatrelvir-ritonavir (i due principi attivi del Paxlovid) ha ridotto i ricoveri ospedalieri (84 in meno ogni mille pazienti), mentre l’evidenza a bassa certezza non ha suggerito differenze importanti per quanto concerne la mortalità” dice la guida.

Nella guida si avvisano i medici di medicina generale che “in caso di impossibilità o controindicazioni alla prescrizione nei pazienti ad alto rischio è raccomandabile consultare specialisti (infettivologi/pneumologi) per utilizzo di anticorpi monoclonali (sotrovimab), antivirali (remdesivir, monlupiravir)

Il vademecum raccomanda poi di non somministrare il farmaco in bambini o adolescenti di età inferiore ai 18 anni “poiché non esistono studi sulla eventuale tollerabilità e sicurezza in tale fascia di età”; in pazienti che presentano una funzionalità renale o epatica gravemente ridotta, né durante la gravidanza e in donne in età fertile: “studi di laboratorio, condotti sugli animali, suggeriscono che dosi elevate di Paxlovid possono influenzare la crescita del feto”. Inoltre l’allattamento al seno deve essere interrotto durante il trattamento.

Non manca infine una tabella completa di tutti i farmaci per i quali non è raccomandata dall’Aifa l’assunzione in contemporaea di Paxlovid, per via della possibilità del manifestarsi di casi avversi a causa della combinazione di principi attivi.


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