Ambulanze, tutele in arrivo per gli autisti soccorritori. Il Senato stringe i tempi

04 Maggio 2022

In campo l’ipotesi di un iter veloce in Commissione. Marinello (M5s) a Nursind Sanità: “Sarebbe una vittoria per tutti i gruppi. Ho chiesto di assumere il mio ddl come testo base”

di Marta Tartarini

Gli autisti soccorritori, che guidano le ambulanze, sono una realtà poco conosciuta e in gran parte sommersa. Alcuni lavorano come dipendenti dalle Asl, altri da soggetti privati, altri ancora sono volontari e sfuggono a una registrazione ufficiale. Per questo la commissione Sanità del Senato prova a colmare una lacuna normativa con una regolamentazione della figura sulla base di una serie di disegni di legge elaborati da diversi gruppi.

Tra questi c’è il ddl a prima firma Gaspare Marinello, senatore del Movimento cinque stelle che sta lavorando sul tema da anni e punta a istituire presso le Asl un registro pubblico degli autisti soccorritori, a cui accedere dopo un corso di formazione abilitante.
Proprio ieri la Commissione ha ripreso in mano il tema. L’obiettivo è cercare di arrivare a un testo condiviso, dal momento che anche Lega e Forza Italia hanno propri testi e che il Pd ha annunciato di volerne presentare uno proprio.   
Marinello spiega a Nursind Sanità che il tentativo è quello di “approvare una regolamentazione, che manca da anni, entro la fine della legislatura. La relatrice Annamaria Parente intende proporre l’iter veloce, in redigente, senza dover passare dall’Aula, approvando il testo direttamente in Commissione. Sarebbe una vittoria di tutti i gruppi”, sottolinea il senatore.

Ma andiamo con ordine. Di questa figura, dicevamo, si sa poco. Non ci sono numeri ufficiali. Tuttavia, le associazioni di categoria calcolano 7-8 mila dipendenti pubblici e circa 30 mila dipendenti del privato, con contratti della sanità privata ma anche del commercio. E poi ci sono tanti volontari che prestano servizio con un compenso minimo o con rimborso spese. Una realtà, quest’ultima, spesso sommersa e che si incontra soprattutto nel centro e nel sud Italia.

L’intervento legislativo proposto da Marinello, che tra l’altro ha buone possibilità di diventare il testo base per la Commissione, prevede l’istituzione di un registro pubblico e un pacchetto di ore di formazione necessario per accedervi, uguale per tutti, superando le attuali differenze territoriali.
“Appare necessario definire il profilo pro­fessionale di autista soccorritore – si legge in premessa nel ddl -, regolamentando le condizioni di accesso e le moda­lità di formazione, il ruolo e i rap­porti all’interno dei vari ambiti organizzativi in cui si colloca tale figura che, nel­l’esercizio delle sue funzioni, interagisce con medici e infermieri, a rotazione 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, assicurando l’assi­stenza sanitaria sul nostro territorio nazio­nale”. L’obiettivo è quello di “garantire a tutti i cittadini un adeguato soccorso, al passo con i tempi come già accade in altri Stati europei, colmando così una lacuna che crea disuguaglianza tra le varie Regioni”.

E’ l’articolo 6 in particolare che dettaglia il corso di formazione obbligatorio, promosso dalle Regioni, con una durata com­plessiva di mille ore ma che “può essere concordata in fase emendativa”, ci tiene a sottolineare ancora Marinello. L’importante è che non sia “inferiore a 600 ore complessive così articolate: 200 di teoria, 200 di esercitazioni, 200 di pratica in ambulanza con istruttore. La mia proposta prevede inoltre che chi ha già 2mila ore di servizio all’attivo, certificata dalla direzione sanitaria, sia esonerato dalla formazione”.
Al termine dei corsi sono previste prove, teoriche e pratiche, e un test di idoneità psico-fisica, a seguito delle quali si potrà accedere al registro.

“Non ho inserito – spiega ancora il senatore – un capitolo specifico sul tema della remunerazione per evitare problemi di coperture, ma è chiaro che dalla istituzione del registro sarà conseguente un inquadramento che garantisca un adeguato stipendio e tutele come il riposo”. In attesa di capire se effettivamente il ddl Marinello sarà assunto come testo base, il parlamentare comunque rivendica “il convinto appoggio dei sindacati del settore” sulla sua proposta: “Ho chiesto io stesso di partire dal mio ddl come testo base per poi inserire in fase emendativa le modifiche che saranno concordate anche con il ministero della Salute”.

Intanto entro martedì prossimo ogni gruppo parlamentare potrà indicare due soggetti da convocare in audizione, poi si procederà con la discussione generale. L’intenzione, comunque, è di “assicurare al settore un quadro di regole entro la fine della legislatura. E sarebbe una bella vittoria per tutta la commissione”, conclude il senatore pentastellato.

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