Epatiti, Costa: “Presto una nuova circolare dal ministero”   

05 Maggio 2022

Il sottosegretario alla Salute lo annuncia alla Camera: “Servirà ad uniformare le misure di controllo di sanità pubblica sul territorio nazionale”. E rassicura: “Dal 27 aprile è attiva un’unità di crisi”

di NS

Riflettori sempre accesi sui casi pediatrici di epatite acuta grave, le cui cause ancora restano avvolte nel mistero: segnalato nel Regno Unito a inizio aprile, l’allarme si è esteso negli Stati Uniti e in diversi Paesi europei e desta inevitabilmente preoccupazione anche in Italia. Da ultimo sul tema è intervenuto oggi, di fronte ai deputati della commissione Affari sociali della Camera, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, sottolineando come la situazione debba essere “attentamente seguita e monitorata” e annunciando l’imminente varo di una nuova circolare ministeriale, “volta ad uniformare e coordinare le misure di controllo di sanità pubblica sull’intero territorio nazionale”.

Il rappresentante del governo ha ricordato come lo scorso 27 aprile sia stata istituita un’unità di crisi, composta da rappresentanti del ministero della Salute, delle Regioni e Province autonome, dell’Istituto superiore di sanità, di Agenas, dell’Agenzia italiana del farmaco, dei Carabinieri-Nas e di diverse società scientifiche (la Fondazione italiana per la ricerca in epatologia, l’Associazione italiana per lo studio del fegato, la Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica, la Società italiana di igiene ).

Costa ha risposto a un’interrogazione della deputata M5s Stefania Mammì, che ha chiesto all’esecutivo di adottare “tutte le iniziative utili affinché sia garantita la massima diffusione tra i pediatri di libera scelta, i medici di medicina generale e le strutture di assistenza ospedaliera e territoriale, delle informazioni disponibili e aggiornate“, nonché di uniformare su tutto il territorio nazionale le attività di monitoraggio e prevenzione anche attraverso la promozione di apposite campagne informative, “in primo luogo tra i genitori e il personale docente e non docente che opera nei nidi e nelle scuole dell’infanzia”.

Tra le iniziative allo studio del Governo e illustrate dal sottosegretario, figurano proprio quelle legate alla comunicazione, con particolare riguardo alla scuola, fondate sul consolidarsi delle conoscenze scientifiche e tenendo conto della situazione epidemiologica, in accordo con le valutazioni del rischio e delle indicazioni provenienti da Oms ed Ecdc (European centre for disease prevention and control). Inoltre, rispetto alla sorveglianza epidemiologica, Costa ha spiegato come l’Iss stia provvedendo giornalmente ad integrare le segnalazioni pervenute al ministero con quelle ricevute dall’Istituto.

Non solo il tema delle epatiti pediatriche, il sottosgeretario ha affrontato, tra gli altri, anche il nodo del coinvolgimento delle associazioni di pazienti presso le Commissioni tecnico consultive dell’Agenzia italiana del farmaco, spiegando come emerga “con ogni evidenza” che il loro coinvolgimento sia “un passaggio rilevante nel corso dei processi decisionali, in quanto rappresentanti delle esperienze reali che consentono di migliorare la promozione e la tutela della salute dei cittadini”. In questo senso l’Agenzia, come riferito da Costa, ha rassicurato sull’intenzione di garantire il continuo dialogo con le associazioni.

Sempre in relazione alle attività dell’Aifa, Costa ha posto l’accento sull’accesso tempestivo e sostenibile alle cure dei pazienti più fragili ricordando, in riferimento ai farmaci destinati al trattamento delle malattie rare, che in base a una recente analisi indipendente (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations-EFPIA, aprile 2022), l’Italia risulta al quarto posto tra gli Stati Ue per il numero di quelli rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, dopo la loro autorizzazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (superata solo da Germania, Danimarca e Austria ma davanti a Paesi con capacità di spesa e dimensioni corrispondenti, quali Francia e Spagna). Non solo, ma l’Aifa “persegue in modo chiaro – ha concluso – l’obiettivo di garantire l’accesso rapido a terapie innovative in contesti nei quali manchino alternative terapeutiche”.

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