Mal di testa, nel mondo ne soffre una persona su due

09 Maggio 2022

Sono le stime Oms. Colpisce oltre il 40% dei ragazzi mentre il 10% dei bambini è alle prese con l’emicrania. Sin e Sisc promuovono fino a domenica una campagna di sensibilizzazione

di NS

L’Organizzazione mondiale della sanità stima che la cefalea colpisca una persona su due con episodi che si verificano almeno una volta l’anno. Una patologia che riguarda anche i più giovani: basti pensare che oltre il 40% dei ragazzi ne è colpito, mentre 10 bambini su 100 soffrono di emicrania, una forma comune di cefalea primaria. Numeri che evidenziano la rilevante diffusione del problema, tanto che la Società italiana di neurologia (Sin) e la Società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc) promuovono da oggi a domenica prossima la Settimana nazionale del mal di testa, con una campagna di sensibilizzazione sui social dal titolo “Mettiamoci la faccia”. Nel corso di questa settimana coloro che soffrono di mal di testa sono invitati a registrare un breve video, di massimo un minuto, contenente una domanda sulla patologia a cui risponderà uno degli esperti della Sin o della Sisc. La risposta video sarà pubblicata, insieme alla domanda, sui profili social delle due istituzioni.

Alfredo Berardelli, presidente della Sin, snocciola altri dati relativi nello specifico al nostro Paese: “Sei milioni di persone, ossia il 12% della popolazione, in Italia soffrono di emicrania, una specifica tipologia di cefalea che si caratterizza per un dolore pulsante con intensità moderata-severa che, spesso, si localizza nella metà della testa e del volto”. Si tratta di una patologia talmente debilitante che è stata identificata dall’Oms come la malattia che causa maggiore disabilità nella fascia di età tra 20 e 50 anni, ossia nel momento della vita in cui siamo più produttivi. Numeri importanti, per i quali una diagnosi precoce può davvero cambiare la progressione della malattia, poiché evita importanti conseguenze quali la cronicizzazione del disturbo e l’abuso di farmaci. Iniziative come la Giornata del mal di testa – sottolineano i promotori – servono proprio a informare il paziente e i suoi familiari per renderli consapevoli delle azioni da intraprendere per contrastare la malattia e non rimanerne schiacciato.

Sono trascorsi 40 anni da quando la ricercatrice americana Susan G. Amara pubblicò su Nature il suo studio sul Cgrp (Calcitonin Gene Related Peptide), il peptide cruciale per lo sviluppo del mal di testa. Era il 15 luglio 1982. Cosa è cambiato da allora? “Grazie alla scoperta del meccanismo da cui si genera il dolore emicranico sono ormai entrate nella pratica clinica le nuove terapie a base di anticorpi monoclonali che stanno facendo registrare un importante cambio di passo nel trattamento della prevenzione dell’emicrania”, mette in luce Paolo Calabresi, presidente Sisc, spiegando che queste terapie “riducono il numero di attacchi nella forma episodica e risultano efficaci anche nelle forme più gravi come l’emicrania cronica e quella resistente ad altri farmaci usati in precedenza”.  Benefici, precisa infine Calabresi, a fronte dei quali si verifica un numero molto scarso di effetti collaterali.

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