Caos pronto soccorso? ” È la grande questione del personale”

10 Maggio 2022

Il ministro della Salute Speranza sul caso del Cardarelli di Napoli, tutt’altro che isolato: “Ci sarà ancora qualche anno non semplice da gestire. Ma abbiamo iniziato a investire”      

di NS

C’è la “grande questione del personale” dietro la situazione critica che si sta registrando nei pronto soccorso italiani. Ne è convinto il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ne ha parlato oggi a margine di un convegno a Montecitorio sul tema: “Dalla pandemia al Pnrr: come comunicare la salute ai cittadini”. Il caso Cardarelli – con l’eccessiva presenza di barelle all’interno del pronto soccorso dell’ospedale partenopeo, documentata da un video e la lettera di dimissioni di ben 25 camici bianchi – è solo la punta dell’iceberg. Le criticità, infatti, sono comuni in numerosi reparti di prima emergenza in Italia. “Noi dobbiamo investire di più e finalmente abbiamo fatto scelte molto forti”, è la riflessione del ministro, che comunque ha avuto buon gioco nel ricordare le 17.400 borse di specializzazione messe in campo nell’ultimo anno, ovvero “il triplo di tre anni fa e il doppio di due anni fa” e questi investimenti, assicura Speranza, “avranno una ricaduta nei prossimi anni”.

Non sarà un percorso in discesa, come emerge chiaramente dalle parole del ministro: “Ci sarà ancora qualche anno non semplice da gestire”, rimarca. Ma al tempo stesso torna a ribadire: “La lezione del Covid è stata nettissima. Dobbiamo invertire una stagione di tagli e abbiamo iniziato a farlo”. In particolare, precisa, questo impegno dovrà essere perseguito in merito al personale sanitario.

Fatto tanto più necessario e improrogabile, anche perché quello napoletano non è affatto un caso isolato: le lettere di dimissioni, come quelle dei 25 camici bianchi del Cardarelli di Napoli, stanno partendo ovunque. A Bologna, a Firenze, a Roma, a Torino i medici cercano di lasciare il pronto soccorso, scrive oggi La Repubblica.

Quella legata ai pronto soccorso, comunque, è solo un’altra delle criticità della nostra sanità. La pandemia, infatti, “non è affatto sparita”, come anche oggi torna a sottolineare Speranza, invitando nuovamente gli italiani alla prudenza : “La guerra in Ucraina e le sue conseguenze si sono aggiunte alla pandemia, non l’hanno sostituita – avverte -. Le persone sono ancora positive, vanno meno in ospedale grazie ai vaccini, ma abbiamo ancora una situazione da monitorare”.

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