La quarta dose arranca, “Dopo l’emergenza il medico torni al centro”

11 Maggio 2022

Lo chiede il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli: “È giunto il momento di tornare alla normalità anche nella somministrazione dei vaccini”   

di NS

Se non è un flop, poco ci manca. La cosiddetta quarta dose, il secondo booster destinato agli ultraottantenni e ai soggetti fragili, infatti, continua ad avere scarsa presa sui cittadini e, di conseguenza, la campagna vaccinale arranca. Di fronte a tale situazione, Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici), ritiene sia giunto il momento di tornare alla normalità, anche nelle modalità di somministrazione dei vaccini, in modo che sia il medico a poter fugare, con piena cognizione di causa, i dubbi del suo paziente. “Superata la fase emergenziale“, è la riflessione di Anelli, “mi sembra giusto che torni il medico ad essere il punto di riferimento“. Sono le competenze esclusive della prescrizione medica – ricorda infatti il numero uno della Fnomceo – a consentire di poter fare una prescrizione, scegliere la tipologia del vaccino, decidere se vaccinare o meno un determinato individuo in ragione di quelle che sono le sue patologie.

Anelli ribadisce inoltre come le indicazioni previste dalle agenzie regolatorie, sia l’Ema che l’Aifa, prevedano una prescrizione da parte del medico, la valutazione, sulla base delle patologie, dell’indicazione a sottoporsi al vaccino, nonché la raccolta del consenso informato, che “rappresenta la libera scelta da parte del paziente di poter decidere se aderire o meno alla proposta fatta dal medico”. Una posizione che il presidente della Fnomceo esprime anche durante un’audizione di fronte al Nitag, il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, sottolineando come la classificazione ai fini della fornitura preveda per i vaccini antinfluenzali la ricetta ripetibile e per i vaccini anti Sars-Cov-2 la ricetta limitativa, e puntualizzando come la prescrizione sia “una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico”, che “impegna la sua autonomia e responsabilità” e che “deve far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico”.

In tema di responsabilità del medico, il numero uno della Federazione fa ancora una volta riferimento al cosiddetto “scudo penale”, che si applica esclusivamente quando l’uso del vaccino sia conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorità. Altro argomento sensibile in tema di vaccinazioni è quello del consenso informato, che la legge e lo stesso Codice di deontologia medica affidano al medico. “La ratio di tale previsione legislativa – argomenta il presidente della Fnomceo – deve ritenersi finalizzata ad attribuire al medico, in quanto unico soggetto deputato all’anamnesi e alla valutazione dello stato di salute del paziente, la trasmissione di una corretta informazione finalizzata alla raccolta del consenso riguardo ai benefici e ai rischi di tale trattamento sanitario, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze di un rifiuto dello stesso”.

Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram