Un coro di riconoscimenti dalla politica, ma gli infermieri aspettano i fatti

12 Maggio 2022

Eroi in pandemia, celebrati oggi nella giornata internazionale. Speranza: “Piena consapevolezza del vostro ruolo fondamentale”. Ma mancano almeno 60mila posti

di NS

Che sia una giornata di impegni da realizzare e non solo il solito stanco rituale celebrativo. È il regalo che la categoria degli infermieri, in occasione della Giornata internazionale a loro dedicata, chiedono a quel mondo politico che almeno da dieci anni a questa parte li ha trascurati, quando non vessati con i tagli al comparto sanità. Al punto che il Nursind, oggi, arriva a dire che, tra contratti da rinnovare e organici sottodimensionati, “c’è ben poco da festeggiare“.


Eppure la stessa giornata parlamentare è stata scandita delle celebrazioni per gli infermieri italiani, riscoperti come eroi durante la pandemia e ora in diritto di vedersi riconosciuti interventi concreti. Concreti come i numeri snocciolati nel corso del convegno in Senato dal titolo emblematico, ‘Investire nell’assistenza infermieristica e rispettare i diritti per garantire la salute globale’: servono 60-70 mila assunzioni da affiancare ai 425mila infermieri presenti oggi in Italia, un ruolo dal quale dipende la vita del 30 per cento delle persone malate, che senza di loro non potrebbero sopravvivere.

A due anni dall’emergenza Covid, durante la quale gli infermieri sono assurti al ruolo di ‘eroi italiani’, e mentre ancora è vivissima la vicenda del Pronto soccorso del Cardarelli di Napoli, una cosa è certa, assicura il ministro della Salute Roberto Speranza: “Mai come oggi è stata più condivisa la consapevolezza di quanto sia fondamentale il contributo che gli infermieri apportano ogni giorno al Servizio sanitario nazionale”. E il sottosegretario Pierpaolo Sileri gli va dietro: “Curano, assistono, consolano e supportano – twitta – : gli infermieri sono da sempre una colonna portante del nostro Ssn”.

Ma è il presidente della Camera, Roberto Fico, a richiamare direttamente il periodo della pandemia, con gli infermieri in prima linea nonostante turni massacranti ed enormi rischi sulla propria pelle, una esperienza “di cui dobbiamo far tesoro per avere la determinazione nel perseguire un modello di sanità pubblica all’avanguardia che è indispensabile pilastro di uno Stato democratico”.

C’è poi un’altra questione centrale e che non può essere tralasciata, soprattutto se l’intenzione è quella di costruire la sanità del futuro: che cosa si pensa di mettere in campo per rendere attrattivo il mestiere di infermiere per i più giovani?

Al riguardo, la capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, ha spiegato a 9colonne che “una soluzione potrebbe essere di prevedere contratti particolari per chi svolge questo lavoro H24, e soprattutto prospettive di carriera più evolutive di quanto non siano ora previste, visto che di solito chi lavora in Pronto soccorso ha più difficoltà ad evolvere professionalmente e tende a rimanere nell’emergenza-urgenza”.

Anche per la presidente della commissione Sanità del Senato, Annamaria Parente (Italia Viva), “dopo l’emergenza Covid è arrivato il momento di sistemare la sanità: per farlo seriamente dobbiamo però partire dall’assistenza territoriale, che davanti alla pandemia si è rivelata il vero tallone d’Achille, e valorizzare la figura degli infermieri. Si stima che a oggi ne mancano almeno 70mila mentre quelli attivi devono fare i conti con turni di lavoro massacranti e retribuzioni basse. E nonostante le competenze acquisite gli infermieri non vengono considerati per il loro valore. Quindi, dopo questa giornata celebrativa, da domani non torniamo a dimenticare gli eroi della pandemia”. Esattamente quanto chiede la categoria.

Ma un po’ tutti i gruppi politici oggi celebrano la figura dell’infermiere. Lo fa il  Movimento cinque stelle: “Con i progetti del Pnrr vogliamo che gli infermieri, insieme agli altri professionisti della sanità, diventino la colonna portante del nostro Servizio sanitario nazionale e siano – rimarcano i pentastellati – al centro della riforma della sanità territoriale, con un ruolo importante nelle Case di comunità e nell’assistenza domiciliare integrata”. E lo fa il Pd dell’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin per la quale “il coraggio, la passione, la professionalità” degli infermieri “ci impone nuovi investimenti, partendo da nuove assunzioni, su una delle colonne portanti del Servizio sanitario nazionale”.

Emblematiche, infine, le parole di Massimiliano Fedriga, governatore leghista del Friuli Venenzia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni, più di tutte investite delle problematiche dell’assistenza territoriale: “In questi ultimi anni – scrive su Facebook – la loro presenza è stata necessaria, fin dal primo giorno in prima linea hanno dato il loro prezioso contributo”. Bene. Ora, però, è tempo di dare qualcosa in cambio.

Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram