Covid e reinfezione: rischio basso in forme gravi anche dopo più di un anno

13 Maggio 2022

Lo rivela uno studio coordinato dall’Università di Bologna: malattia severa in meno di 1 paziente su 10mila dopo la guarigione

di NS

Il rischio di reinfezione con una forma severa o letale di Covid-19 resta estremamente basso, anche a distanza di dodici mesi dalla prima infezione. È quanto rivela un nuovo studio – il primo al mondo con questa scala temporale – pubblicato sulla rivista Frontiers in Public Health e coordinato da Lamberto Manzoli, professore al Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna. Dai dati raccolti è infatti emerso che meno dell’1% dei guariti ha avuto una seconda infezione. Ma soprattutto, meno di 1 su 10mila ha avuto una forma grave di Covid-19 dopo la guarigione. Nel dettaglio, su 119.266 pazienti si sono registrate 729 reinfezioni, con otto casi di ospedalizzazione e due decessi.

Altro dato importante: i casi di reinfezione sono rimasti sostanzialmente costanti nel tempo, anche a distanza di 18-22 mesi dalla guarigione, il che suggerisce come la protezione che deriva dall’immunità naturale resista di norma anche più di 12 mesi. “Nonostante l’arrivo della variante Omicron, estremamente contagiosa, abbia fatto aumentare il rischio di contrarre la malattia anche per chi è già guarito, i casi di malattia grave o decesso restano vicini allo zero”, è la conclusione a cui sono arrivati gli autori della ricerca. Una conferma ulteriore di “come il vaccino continui a fornire uno scudo di protezione significativo“, tenendo in considerazione che per i vaccinati il rischio di reinfezione è infatti di circa il 70% inferiore rispetto ai non vaccinati.

“Esiste già un’ampia letteratura internazionale che mostra un rischio molto basso di malattia grave per i guariti, ma fino ad oggi nessuno aveva seguito i pazienti per oltre dodici mesi” spiega Manzoli, ribadendo come sia stato importante constatare che, “come per gli altri coronavirus, anche per il Sars-Cov-2 l’immunità naturale conferisce una protezione buona e duratura, perlomeno fino a diciotto mesi”. L’indagine ha seguito i casi di oltre centomila pazienti di una regione italiana, l’Abruzzo, che hanno contratto il Covid-19 dall’inizio della pandemia fino allo scorso febbraio, indagando il tasso di reinfezione e di malattia secondaria ad oltre un anno di distanza dalla prima guarigione.

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