Sanità malata: medici in crisi anche nel resto d’Europa

13 Maggio 2022

Secondo un’indagine Anaao-Fems sono stanchi e insoddisfatti. Pesano carichi di lavoro eccessivi, poche chance di crescita professionale e retribuzioni insoddisfacenti

di NS

Anche nel resto d’Europa il medico è un professionista stanco per un carico di lavoro eccessivo, per una professione svilita nel suo ruolo sociale, per la mancanza di crescita e soddisfazione professionale e di una ‘via di fuga’ intesa come cambiamento di luogo di lavoro, per una retribuzione economica insoddisfacente rispetto all’impegno e alla fatica vissuti giornalmente. Questo è l’identikit del medico europeo che emerge dell’indagine Anaao-Fems (Federazione europea medici salariati), condotta da Alessandra Spedicato, capo delegazione Anaao Assomed nella Federazione, su 12 paesi (oltre all’Italia, Austria, Cipro, Croazia, Francia, Germania, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna e Svezia).

Ma quali sono le principali criticità riscontrate dai medici del Vecchio Continente? Tra queste figurano la qualità dei servizi offerti dalle strutture sanitarie del proprio Paese,  valutata dal 50% dei medici poco soddisfacente e negli ultimi 10 anni percepita come peggiorata dal 59%. Altrettanto non lusinghiero il giudizio sulla qualità dei servizi nella struttura dove si lavora, che per il 58% dei medici è peggiorata (come in Croazia, Germania, Portogallo, Francia, Spagna e nella stessa Italia). Tra le cause del peggioramento, laddove è riscontrato, la risposta più frequente (83%) sono i carichi eccessivi di lavoro per mancanza di personale. Una denuncia che arriva principalmente dalle donne. Infine ci spno le possibilità di crescita professionale: sono considerate poche dal 58% del campione. Anche in questo caso a lamentarsene sono soprattutto le professioniste (57%).

“Questa indagine, la prima nel suo genere a livello europeo, ha un significato che va ben oltre l’assegnazione di un palmarès a Paesi virtuosi quali Germania, Austria e Svezia”, commenta Alessandra Spedicato. Piuttosto va segnalato come anche per i medici europei, sia uomini che donne, rimanga “una sola possibilità, e cioè il licenziamento”, una scelta ben evidenziata dal recente studio Anaao sul fenomeno della “Great Resignation”.

Quali sono le soluzioni? Per rispondere all’insoddisfazione dei medici, Anaao Assomed propone prima di tutto una ri-definizione dei carichi di lavoro, che tenga in considerazione i nuovi bisogni di salute della popolazione, l’invecchiamento della stessa, le patologie emergenti, la burocratizzazione delle procedure di assistenza, ma anche favorire la mobilità sanitaria e spingere gli ospedali e i territori che soffrono di una maggiore fuga dei professionisti sanitari a mettere in atto politiche positive di incentivazione. Secondo il sindacato, bisogna soprattutto “coinvolgere la politica e gli ordini dei medici nell’ottica di una valorizzazione del ruolo sociale e professionale del medico”. Ad esempio, Anaao Assomed ritiene che la depenalizzazione dell’atto medico sarebbe un “importante segnale” di cambiamento, “a conferma che i professionisti che si adoperano per curare la società non possono da questa essere puniti”.

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