Aborto negato, in 31 strutture italiane il 100% di obiettori

17 Maggio 2022

Presentata l’indagine “Mai Dati!”. A 44 anni dall’entrata in vigore della legge sull’interruzione di gravidanza, ancora molti gli ostacoli

di NS

Sono 31 (24 ospedali e 7 consultori) le strutture sanitarie in Italia con il 100% di obiettori di coscienza per medici ginecologi, anestesisti, infermieri o Oss. Quasi 50 quelli con una percentuale superiore al 90% e oltre 80 quelli con un tasso di obiezione superiore all’80%.

È questo, nel 2022, lo stato di applicazione della legge 194 sulla interruzione volontaria della gravidanza, secondo l”indagine “Mai Dati!” condotta da Chiara Lalli, docente di Storia della Medicina all’Università La Sapienza, e da Sonia Montegiove, informatica e giornalista, e presentata oggi con l’Associazione Luca Coscioni in occasione di una conferenza stampa alla Camera.

Una mappa che, spiega l’Associazione, nasce dal fatto che “nella Relazione di attuazione del Ministero della salute ci sono solo i dati nazionali e regionali in pdf. Cioè dati chiusi, aggregati solo per regione e aggiornati al 2019. Ci servono invece i dati aperti e per ogni struttura ospedaliera. Solo se i dati sono aperti sono utili e ci offrono informazione e conoscenza. Solo se i dati sono aperti hanno davvero un significato e permettono alle donne di scegliere in quale ospedale andare, sapendo prima qual è la percentuale di obiettori nella struttura scelta”.

Per questo l’Associazione Luca Coscioni ha mandato una richiesta di accesso civico generalizzato alle singole Asl e ai presidi ospedalieri chiedendo i numeri specifici per struttura.
Cosa è venuto fuori? E’ emerso che sono 11 le Regioni in cui c’è almeno un ospedale con il 100% di obiettori: Abruzzo, Basilicata, Campania, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto. Le più inadempienti sono la Sardegna e la Sicilia, con più dell’80% di mancata risposta all’accesso civico generalizzato. Ad Andria (Puglia) sono obiettori al 100% sia i ginecologi e sia il personale non medico. Nel Polo ospedaliero di Francavilla Fontana (Puglia), più del 90% di medici ginecologi, gli anestesisti e gli infermieri sono obiettori.

“In questi giorni la 194 sulla interruzione volontaria della gravidanza compie 44 anni. Avere un quadro chiaro dello stato di salute di questa legge purtroppo non è facile, proprio perché non abbiamo dati aggiornati e dettagliati”, ha spiegato Filomena Gallo, avvocato e segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Una cosa è però molto chiara: la legge 194 è ancora mal applicata o addirittura ignorata in molte aree del nostro paese. Oggi chiediamo con urgenza al ministro della Salute Roberto Speranza e al ministro della Giustizia Marta Cartabia che i dati sull’applicazione della legge 194 siano in formato aperto, di qualità, aggiornati e non aggregati; che si sappia quanti sono i non obiettori che eseguono le Interruzioni volontarie di gravidanza e gli operatori che le eseguono dopo il primo trimestre; che tutte le regioni offrano realmente la possibilità di eseguire l’aborto farmacologico in regime ambulatoriale; che venga inserito nei Lea un indicatore rappresentativo della effettiva possibilità di accedere alla Ivg in ciascuna regione; e che la relazione ministeriale venga presentata ogni anno nel rispetto dell’articolo 16 della stessa 194″.

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