Covid, Governo in pressing sulle Regioni: “Adesione a booster insufficiente”

17 Maggio 2022

In una lettera il ministero della Salute incalza i governatori: “C’è il rischio concreto di lasciare esposti alla malattia grave i soggetti più vulnerabili” e di ricadute sulle strutture ospedaliere

di NS

La campagna di somministrazione della quarta dose di vaccino Covid – destinata agli immunocompromessi, ai malati di patologie croniche ultrasessantenni e a tutti gli over 80 – continua ad arrancare, rivelandosi ormai un vero e proprio flop. I numeri sono inequivocabili: su una platea potenziale di circa 4 milioni e 422 mila italiani, sono appena 493.364 le persone che hanno ricevuto la seconda dose booster, pari all’11,16 % della popolazione oggetto di richiamo (secondo i dati aggiornati a stamattina). Per questo motivo il ministero della Salute decide di correre ai ripari, fornendo nuove indicazioni alle Regioni in una lettera, nella quale si sottolinea come si stia registrando “una ancora insufficiente adesione alla schedula vaccinale che delinea il rischio concreto di lasciare esposti allo sviluppo di malattia grave i soggetti  più vulnerabili“.

Questa evenienza, si legge ancora nella lettera, a firma del segretario generale del ministero della Salute Giovanni Leonardi e del responsabile dell’Unità per il completamento della campagna, il generale Tommaso Petroni , “oltre a compromettere la salute dei singoli, mette sistematicamente a rischio le strutture ospedaliere, impegnate, attualmente, nel recupero del trattamento delle patologie differite causa pandemia”. Il Ministero avverte inoltre i governatori che “l’evoluzione del quadro epidemiologico mostra una aumentata circolazione del virus, con varianti caratterizzate da maggiore diffusività e minore gravità di espressione clinica”. Nel nostro Paese, in particolare, l’infezione impatta su una popolazione “quasi completamente vaccinata tutelata da una risposta anticorpale – si ribadisce nella missiva – che protegge comunque rispetto allo sviluppo della malattia grave, come testimoniato dall’andamento dei ricoveri ospedalieri per Covid”.  

Di conseguenza, “acclarata” la capacità dei richiami vaccinali di aumentare significativamente la protezione immunitaria, il Ministero sollecita le Regioni e le Province autonome a diverse azioni, tra cui “rafforzare con immediatezza le campagne di informazione pubblica sulla utilità delle dosi aggiuntive, declinate per fasce di popolazioni a rischio”, ma anche coinvolgere “direttamente e senza indugi” i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta nella campagna vaccinale. Altra iniziativa suggerita dal Ministero è infine quella di “rafforzare da subito il sistema della ‘chiamata attiva’ dei singoli cittadini interessati alla somministrazione”.

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