Precari in sanità, Speranza: “C’è la norma per stabilizzarli, vigileremo sugli enti territoriali”

18 Maggio 2022

Il ministro in Aula alla Camera: “La spesa sul personale va allargata”. E annuncia per domani la riunione dell’ultimo tavolo per il Piano oncologico nazionale

di NS

Per il personale sanitario si lavorerà anche in vista “della prossima legge di Bilancio”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, chiamato in Aula a rispondere alle interrogazioni dei deputati: “Dentro una condivisone tra Parlamento e Governo possiamo ancora mettere mano” a questo “nodo strategico”.
Per Speranza, infatti, quella del personale è “la vera questione fondamentale con cui abbiamo a che fare, in vista anche del piano di rilancio che stiamo finanziando sia con fondi ordinari, cioè quelli del Fondo sanitario nazionale, sia con fondi straordinari”.

Secondo il ministro, però, non c’è dubbio che la spesa del personale sanitario possa “essere allargata in una dinamica di investimento come quella che abbiamo definito anche con l’aumento delle borse di specializzazione”.  Nel mirino di Speranza finisce la programmazione della spesa in sanità che “è costruita per tetti e silos chiusi”. In Aula, tuttavia, il ministro ha anche voluto ricordare che il cambiamento è già iniziato, ma “dobbiamo fare di più”, ha aggiunto. In particolare, “in legge di Bilancio ci sono due segnali che vanno in questa direzione: diventa permanente la possibilità di alzare il tetto del 10% rispetto al precedente e per tutte le Regioni. E poi c’è un miliardo, per coprire gli investimenti pluriennali del Pnrr, per l’assistenza territoriale e il personale sanitario che è fuori dai tetti di spesa. Non è abbastanza, bisogna rompere questo tetto, ma è un passo avanti importante”.

Altra nota dolente, poi, riguarda la stabilizzazione del personale che si è speso durante la pandemia. Su questo fronte il ministro ha chiarito cosa è stato messo in campo: “Con le norme dell’ultima legge di Bilancio abbiamo avviato un percorso che consente al Servizio sanitario nazionale di stabilizzare una parte molto significativa del personale”. L’importante è che i lavoratori in questione abbiano maturato “al 30 giugno 2022 almeno 18 mesi di servizio”, anche non continuativo, e 6 mesi durante la fase dell’emergenza. “Si tratta di un provvedimento adeguato – ha spiegato – che ci consente di provare a tenere nel nostro Servizio sanitario nazionale tante risorse che sono state al servizio del Paese”. Il problema, però, rimane l’attuazione della norma. A tal proposito, Speranza ha rassicurato l’Aula: “Monitoreremo come Governo molto efficacemente il percorso che vedrà gli enti della sanità territoriale poter usufruire di questa norma”.

C’è un altro tema centrale che è stato affrontato durante il question time, però. Si tratta del Piano oncologico nazionale, su cui proprio oggi il Partito democratico è tornato a battere, sollecitando Palazzo Chigi a concludere i lavori e aggiornare il testo precedente, scaduto ormai nel 2016. Ebbene, Speranza ha spiegato che il tavolo inter-istituzionale inaugurato ad aprile, “condotto per potenziare l’accesso a diagnosi innovative, sostenere tecniche di ricerca e innovazione, individuare obiettivi e linee strategiche” tornerà a riunirsi già domani “per una verifica conclusiva del testo per inviarlo alla conferenza Stato-Regioni”. Il ministro ha anticipato anche che “il documento verterà su ricerca e innovazione, sulla digitalizzazione in oncologia, e un’ampia parte del testo insisterà sul percorso del malato oncologico, con particolare attenzione alle reti territoriali. Auspico che in tempi rapidi – ha concluso – si possa perfezionare l’adozione definitiva del documento”.

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