Il Servizio sanitario rivede la luce: 200 milioni contro il caro-energia

19 Maggio 2022

Il decreto Aiuti interviene anche sul costo delle bollette, prevedendo fondi per le aziende ospedaliere. La soddisfazione della Fiaso: “Finalmente”

di NS

Duecento milioni di euro destinati alle aziende sanitarie e ospedaliere per fronteggiare il caro bollette. Tra le misure straordinarie in favore delle Regioni e degli enti locali inserite nel decreto Aiuti, l’articolo 40 prevede per l’anno 2022, appunto, l’incremento di 200 milioni del livello del finanziamento corrente del Servizio sanitario “allo scopo di contribuire ai maggiori costi per gli enti del Servizio sanitario nazionale determinati dall’aumento dei prezzi delle fonti energetiche”.

Una iniziativa per la quale il presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), Giovanni Migliore, esprime grande soddisfazione “perché consentirà alle aziende sanitarie e ospedaliere di affrontare con maggiore tranquillità i prossimi mesi gravati, per i bilanci aziendali, dall’aumento del costo dell’energia, stimato in circa il 30%”.

Il Servizio sanitario nazionale a oggi destina alla spesa per l’energia un miliardo e 400 milioni di euro, di cui 786 milioni per l’energia elettrica e 616 milioni per il riscaldamento. “Già a gennaio – ricorda la Federazione – come Fiaso avevamo lanciato un appello ai ministri della Salute e dell’Economia per lo stanziamento di risorse straordinarie contro il caro bollette”.

Un sos che era stato recepito attraverso l’attribuzione di finanziamenti aggiuntivi alle Regioni e agli enti locali “che, tuttavia, avevamo valutato insufficienti. Soprattutto perché negli ospedali è estremamente difficile ridurre il consumo energetico, considerando il grande numero di macchinari che devono necessariamente essere attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 come gli apparecchi di radiodiagnostica, tac e pet e il necessario funzionamento delle sale operatorie e delle terapie intensive su cui non ci possono essere risparmi”.

L’arrivo oggi di 200 milioni di euro vincolati agli enti del Servizio sanitario nazionale, invece, secondo Migliore “è una risposta concreta alle necessità delle aziende sanitarie oltre che il segnale di una rinnovata attenzione nei confronti della sanità pubblica e di una nuova stagione di investimenti”.

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