Vaiolo delle scimmie, per l’Ecdc il pericolo di diffusione è basso. Ma occhio ai più fragili

23 Maggio 2022

Sono 85 i casi confermati in 9 Paesi europei, di cui 4 in Italia: la preoccupazione maggiore riguarda bambini piccoli, donne incinte, immunodepressi

di NS

Sono 85 i casi confermati di vaiolo delle scimmie nell’Unione europea dal 15 maggio a oggi e riguardano nove Paesi (Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, dove oggi si è registrato il quarto caso, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia), oltre a quelli segnalati in Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia. A tenere il conto per la Ue è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che specifica che i casi attualmente diagnosticati riguardano principalmente uomini che hanno avuto rapporti omosessuali. Il che suggerisce, spiega l’Ecdc, che la trasmissione potrebbe aver luogo durante le relazioni sessuali.

“La maggior parte dei casi attuali si è presentata con sintomi di malattia lievi e, per la popolazione più ampia, la probabilità di diffusione è molto bassa”, ha affermato Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc. “Tuttavia, la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso uno stretto contatto, ad esempio durante le attività sessuali tra persone con più partner sessuali, è considerata alta”.

Per questo l’attenzione delle istituzioni europee rimane comunque molto elevata, assicura la Commissaria europea per la Salute Stella Kyriakides: “Sono preoccupata per l’aumento del numero di casi nell’Ue e nel mondo: sebbene attualmente la probabilità di diffusione nella popolazione più ampia sia bassa, la situazione è in evoluzione. Dobbiamo tutti rimanere vigili, garantire che siano disponibili la tracciabilità dei contatti e un’adeguata capacità diagnostica e garantire di avere a disposizione i vaccini, gli antivirali e i dispositivi di protezione individuale necessari per gli operatori sanitari. Siamo stati in stretto contatto con gli Stati membri sin dalle prime segnalazioni di casi di virus del vaiolo delle scimmie nell’Ue e siamo pronti a sostenere e coordinare attivamente la risposta con tutte le risorse a disposizione”.

Il Comitato per la sicurezza sanitaria dell’Ue discuterà domani del vaiolo delle scimmie: l’attenzione è focalizzata soprattutto sui problemi che può dare in ​​alcuni gruppi di popolazione, come bambini piccoli, donne in gravidanza e persone immunodepresse: per l’Ecdc “sono necessarie ulteriori indagini per stimare con precisione il livello di morbilità e mortalità in questo focolaio”.

Inoltre, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie spiega che “se si verifica la trasmissione da uomo ad animale e il virus si diffonde in una popolazione animale, c’è il rischio che la malattia diventi endemica in Europa. Pertanto, è necessaria una stretta collaborazione intersettoriale tra le autorità sanitarie pubbliche umane e veterinarie per gestire gli animali domestici esposti e prevenire la trasmissione della malattia alla fauna selvatica”.

L’Ecdc ha formulato anche alcune raccomandazioni da seguire per le persone infette: innanzitutto rimanere isolate fino alla caduta delle croste, e soprattutto evitare contatti ravvicinati con persone immunodepresse e animali domestici. Si consiglia inoltre di astenersi dall’attività sessuale e da uno stretto contatto fisico fino alla guarigione dell’eruzione cutanea. I contatti stretti dei casi di vaiolo delle scimmie dovrebbero auto-monitorarsi per lo sviluppo dei sintomi per 21 giorni dopo l’ultima esposizione.

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