Epatiti pediatriche, dal ministero della Salute una nuova circolare

24 Maggio 2022

Il documento riporta il quadro epidemiologico europeo e italiano (27 i casi probabili nel nostro Paese) e fornisce nuove raccomandazioni a Regioni e medici

di NS

Dal ministero della Salute arriva una nuova circolare sui casi di epatite acuta a eziologia sconosciuta in età pediatrica: in merito all’allarme sanitario, segnalato nel Regno Unito a inizio aprile e poi estesosi negli Stati Uniti e nel resto d’Europa, il documento riporta la situazione epidemiologica a livello europeo e italiano aggiornata al 20 maggio scorso, i risultati delle indagini condotte nel Regno Unito, le nuove definizioni di caso e le potenziali misure di controllo, fornendo anche nuove indicazioni alle Regioni e ai medici.

A partire dal 5 aprile scorso, data in cui sono stati segnalati i primi casi nel Regno Unito di epatite acuta ad eziologia non nota tra bambini con età inferiore ai 10 anni precedentemente sani, il sistema di sorveglianza europea Tessy – ricorda la circolare – ha riportato un totale di 276 casi, riferiti a bambini di età pari o inferiore a 16 anni, la maggior parte dei quali (75,4%) ha meno di 5 anni. Nel nostro Paese, invece, sono stati riportati in totale 27 casi probabili, dei quali 26 (96,3%) ospedalizzati e il 55,6% di sesso femminile. La maggior parte dei casi (16, pari al 59,3%) presenta inoltre un’età inferiore a 5 anni, mentre un caso è stato sottoposto a trapianto epatico.  

La definizione di caso – spiega il Ministero – sarà aggiornata sulla base delle indicazioni fornite dall’Organizzazione mondiale della sanità e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc): sia il numero sia la classificazione dei casi potranno cambiare in conseguenza di nuove segnalazioni, nuovi accertamenti diagnostici o modifiche nella definizione di caso. “Secondo l’Ecdc – riporta il documento – l’infezione da adenovirus enterico umano rimane la causa eziologica più probabile di questi casi di epatite acuta, pertanto, per quanto al momento non siano stati segnalati cluster di casi, il contatto ravvicinato con una persona infetta dovrebbe essere considerato la via più probabile di esposizione“.

Tuttavia, poiché al momento le evidenze scientifiche sull’eziologia e la trasmissione sono deboli, le misure raccomandate dovrebbero consistere in una buona pratica igienica generale. Nel dettaglio, un’accurata igiene delle mani e l’adesione alle pratiche di igiene respiratoria dovrebbero essere implementate nelle strutture educative per l’infanzia in cui si verificano focolai di gastroenterite. Per il personale che si occupa del cambio di pannolini dovrebbe essere considerato l’uso di guanti monouso, seguito da un’attenta igiene delle mani. Dovrebbe essere intrapresa un’accurata disinfezione delle superfici.

Nelle strutture sanitarie per tutti i casi probabili devono essere seguite le precauzioni standard e di contatto con l’aggiunta di precauzioni respiratorie, se i casi hanno sintomi respiratori. Negli ospedali in cui sono presenti casi probabili di epatite acuta, i trasferimenti di pazienti o la mobilità del personale tra le diverse unità ospedaliere devono essere limitati per evitare la trasmissione. Il cohorting dei casi probabili di epatite acuta con altri pazienti dovrebbe essere evitato. Gli adenovirus possono sopravvivere su superfici e fomiti come gli asciugamani e non sono facilmente inattivati dai gel per le mani a base di alcol e persino dal lavaggio delle mani. La disinfezione delle attrezzature mediche può richiedere soluzioni di candeggina ad alta concentrazione (es. 10%) o altri prodotti con alto livello di disinfezione.

Nella circolare, il ministero raccomanda alle Regioni e alle Province autonome prima di tutto di individuare un referente entro il 30 maggio per l’invio delle segnalazioni (a tal proposito è stata predisposta un’apposita scheda di segnalazioni, al fine di uniformare le informazioni, da compilare e indirizzare al Ministero e all’Istituto superiore di Sanità) e delle relative interlocuzioni, nonché di dare “massima diffusione tra i pediatri di libera scelta (Pls), i medici di medicina generale (Mmg) e le strutture di assistenza ospedaliera e territoriale, in particolare le Unità gastroenterologiche ed epatologiche pediatriche, delle informazioni disponibili e aggiornate inerenti i suddetti casi in modo da sensibilizzare i medici su ogni potenziale caso sospetto, informarli sulla corrente definizione di caso e sul flusso informativo previsto per la segnalazione”.  

Dal Ministero arriva inoltre l’indicazione di raccogliere, per ogni caso probabile di epatite pediatrica ad eziologia non nota, “informazioni di storia recente di sintomi gastrointestinali o ittero e infezione da Sars-Cov-2 tra i membri della famiglia e tra i compagni di classe dell’asilo nido o di scuola o altra comunità”. Infine, si raccomanda di ricercare focolai di adenovirus (o altri virus) nella comunità da cui provengono i casi anche utilizzando dati di laboratorio o di sorveglianza disponibili per infezioni recenti.

Ai medici, invece, toccherà raccogliere informazioni cliniche complete su ogni caso da segnalare e raccogliere campioni biologici per la conferma di laboratorio dei casi sospetti al primo contatto con il paziente. Il Ministero comunque invita i medici ad “effettuare un approfondimento epidemiologico e di laboratorio sui casi sospetti identificati, anche quando non pienamente rispondenti all’attuale definizione di caso provvisoria, indagando ad esempio su eventuali familiari sintomatici o nel proprio ambiente di vita”.

Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram