Vaiolo delle scimmie, Costa: “L’Italia può contare su 5 milioni di dosi di vaccino”  

27 Maggio 2022

Il sottosegretario alla Salute: “Chi è vaccinato, ovvero il 40% della popolazione, è protetto all’85%”. Sul Covid: “Possibile una nuova ondata a ottobre, ma siamo pronti”      

di NS

Contro il vaiolo delle scimmie, “l’Istituto superiore di sanità ha dichiarato che abbiamo già la disponibilità di oltre 5 milioni di dosi di vaccino, quindi siamo preparati eventualmente nel procedere qualora ve ne fosse la necessità”.  Lo dice il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, a Rainews24. Con il “monkeypox – ribadisce l’esponente di governo – non siamo di fronte a un’emergenza, come affermato da più virologi, ma siamo di fronte a una situazione che deve essere monitorata e il nostro Governo lo sta facendo, in colloborazione con le istituzioni europee”. Costa ricorda inoltre come la diffusione di questo virus sia “molto più lenta rispetto al Covid e non colpisca tutti”, rimarcando che “chi è stato vaccinato contro il vaiolo, circa il 40% della popolazione, ha già una protezione indicativamente dell’85%“.

Il vaiolo delle scimmie, quindi, non desta allarme e anche rispetto al Covid la situazione sembra di relativa tranquillità, ma “è possibile che a ottobre ci sia  una nuova recrudescenza del virus“, avverte Costa, rilevando però che “oggi rispetto a un  anno fa lo scenario è cambiato, la gran parte dei nostri  cittadini ha comunque una protezione derivante dal vaccino”. In vista dell’autunno, comunque, la guardia va tenuta sempre alta: “Dobbiamo continuare ovviamente con prudenza e con senso di responsabilità e farci trovare pronti nell’eventualità ci fosse bisogno di un nuovo intervento sulla campagna vaccinale e su altre misure”. Ma questi due anni di gestione del Covid , garantisce il sottosegretario, “ci hanno dato l’esperienza sufficiente per affrontare il futuro con una serenità maggiore”.

Costa torna poi su un’altra questione che ha animato il dibattito politico nelle scorse settimane, ovvero quella delle mascherine a scuola: “Ritengo che ci siano le condizioni per togliere le mascherine durante le attività didattiche, il nostro è un Governo con sensibilità diverse, credo che la scelta di mantenerle sia stata più un’interpretazione politica che scientifica”. Per poi concludere: “Ormai siamo agli sgoccioli dell’anno scolastico e l’obiettivo che non possiamo permetterci di fallire è quello di riprendere il prossimo anno scolastico non solo in presenza ma senza mascherine“.

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