Vaiolo delle scimmie, l’aumento dei casi non preoccupa l’Oms

27 Maggio 2022

Oltre 200 contagi in 20 Paesi nel mondo: per l’Organizzazione mondiale della Sanità cresceranno ancora, ma non servirà una vaccinazione di massa

di NS

I casi di vaiolo delle scimmie riscontrati nel mondo hanno superato ormai quota 200, in oltre 20 Paesi diversi, e sono destinati ad aumentare. Ma pur trattandosi di un numero “inusuale”, si tratta comunque di una situazione “contenibile”, anche se le incognite da valutare attentamente non mancano. Nel corso di un briefing tecnico sul focolaio di monkeypox, avvenuto nell’ambito della 75esima Assemblea mondiale sulla Salute, l’Organizzazione mondiale della Salute traccia un bilancio provvisorio sulla nuova epidemia, scoppiata nei primi giorni di maggio.

L’invito ai Paesi membri e all’informazione è a non creare un clima di allarmismo, perché “crediamo che se mettiamo in campo le misure giuste possiamo contenerlo facilmente”, spiega Sylvie Briand, direttrice dell’ufficio Preparazone alle Emergenze dell’Oms (nella foto), che invita anche a non stigmatizzare sul piano sociale alcuni gruppi di persone: una risposta indiretta alle preoccupazioni giunte dalla Spagna, dove il governo teme che gli omosessuali possano finire al centro delle critiche dopo che i primi casi di diffusione indicano proprio nei rapporti omo uno dei principali vettori di contagio.

L’Oms comunque prevede che il numero di casi “potrà aumentare sensibilmente nei prossimi giorni, perché siamo veramente all’inizio di questo evento”. Briand ha ammesso che l’epidemia di vaiolo delle scimmie in atto “è un evento inusuale, perché di solito nei Paesi non endemici abbiamo casi sporadici e prossimi allo zero”, e che “al momento non ci sono mutazioni”, ma “non possiamo escludere nulla”, ha aggiunto. In sostanza, il clima al momento è di sostanziale tranquillità.

Al punto che un’altra esperta intervenuta al tavolo, Rosamund Lewis, responsabile del programma Oms per le emergenze, ha fatto presente che “non c’è bisogno di una grande campagna di immunizzazione di massa”: piuttosto, come è stato ed è tuttora per il Covid-19, saranno fondamentali i comportamenti. Innanzitutto mantenere un giusto distanziamento, dal momento che “il contagio avviene particolarmente per il contatto via pelle”. Oltre a “contact tracing e isolamenti” che “rimangono la modalità primaria per controllare il virus”.

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