Fine vita: al via le audizioni in Senato, riprende la battaglia sul ddl

30 Maggio 2022

Tra gli auditi Antonino Giarratano, presidente della Siarti, che avverte: “La carenza nelle cure palliative può incidere nella scelta del suicidio assistito”

di NS

Riprende in Senato l’iter accidentato del disegno di legge sul fine vita, già approvato in prima lettura dalla Camera il 10 marzo: le Commissioni riunite Sanità e Giustizia di Palazzo Madama hanno infatti dato il via al ciclo di audizioni sul provvedimento. Le leggi 38/2010 e 219/2017 sulle terapie contro il dolore e sulle cure palliative “sono particolarmente forti e valide, ma largamente disattese sul  territorio”, è stata la riflessione di Antonino Giarratano, presidente della Societa’ italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), tra gli auditi di oggi. Queste cure, spiega, “non garantiscono il supporto necessario” e anche a causa di tali carenze “la richiesta di  suicidio assistito, secondo quello che abbiamo potuto vedere, può essere una decisione anche non proporzionata al quadro clinico del paziente”.

Il professor Maurizio Pompili, docente ordinario di psichiatria presso l’Università “La Sapienza“, nonché direttore di Psichiatria dell’Azienda ospedaliera universitaria Sant’Andrea di Roma, ha messo invece in luce davanti ai senatori la necessità di “garantire ai malati un aiuto mentale allo scopo di capire se c’è una sofferenza mentale che può essere trattata per prevenire il suicidio“, anche perché “l’eutanasia è una fattispecie di suicidio di cui ancora si conosce poco, ma da alcuni studi consolidati emerge che non sempre chi chiede il  suicidio  assistito vive condizioni di malattia dall’esito necessariamente infausto”.

Aspetti molteplici di una questione complessa, come quella legata al fine vita, che suscita anche forti divisioni nel mondo politico. La senatrice M5s Alessandra Maiorino, capogruppo nella commissione Giustizia di Palazzo Madama e uno dei quattro relatori del provvedimento, sottolinea che il “rallentamento dell’esame del testo già approvato alla Camera è stato dovuto, come è noto, alle pretese dei partiti del centrodestra di ancorarlo all’esame di un ddl di inasprimento delle pene per possesso di droghe leggere. Un ricatto che noi del Movimento cinque stelle abbiamo da subito denunciato e dichiarato inammissibile, proceduralmente ed eticamente”, continua la senatrice pentastellata. Per poi aggiungere: “Se questo Paese arranca sul fronte dei diritti è perché c’è chi scientificamente ne zavorra il cammino”. E poi ancora: “I diritti non possono mai, in nessun caso, essere utilizzati come merce di scambio”.

Sul fronte opposto di questa battaglia  politica c’è la senatrice Udc Paola Binetti: “In Senato siamo al lavoro per modificare una legge che dà centralità alla cultura dello scarto, sminuendo i progressi scientifici in atto”, afferma. La parlamentare centrista sottolinea inoltre: “L’eutanasia in Olanda e in Belgio, nel corso dei 20 anni dalla sua approvazione, è diventata un fatto a cui con il tempo ci si è assuefatti”. Le audizioni di oggi, sostiene infine Binetti, “pongono due tasselli importanti, per non scivolare nel modello dell’eutanasia olandese: prevenzione del suicidio e cura adeguata del dolore”.

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