2 giugno, debutto alla parata per le professioni sociosanitarie: “Siamo il baluardo della salute”

01 Giugno 2022

I rappresentanti di oltre 1,5 milioni di professionisti sfileranno per la Festa della Repubblica. La proposta venne lanciata dal Nursind nel marzo 2020 con una lettera al capo dello Stato

di NS

Per la prima volta nella storia della Repubblica, accanto alle Forze armate, che rappresentano la difesa dell’Italia e la tutela della sicurezza nazionale, alla parata del 2 giugno parteciperà un’altra forza, che “rappresenta ormai in modo evidente la tutela della salute, della qualità della vita, e la difesa della nostra nazione da nemici subdoli come i virus, ma anche dalle patologie che provocano ogni anno oltre 600mila decessi: le professioni sociosanitarie, con in testa il ministero della Salute”. Lo sottolineano i rappresentanti delle oltre 30 professioni sociosanitarie in una nota diramata da Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) e Fnopi (Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche).

In questa ricorrenza del 2 giugno si celebra infatti, rimarcano, “la rinascita del Paese dopo una pandemia che è costata la vita a oltre 166mila persone, a fronte di più di 16 milioni e mezzo di guariti: oggi possiamo dire che è solo grazie all’impegno, alla professionalità e all’abnegazione dei professionisti della Salute se il Servizio sanitario nazionale ha retto”.

Domani, dunque, i rappresentanti di oltre 1,5 milioni di professionisti – medici, medici veterinari, infermieri, farmacisti, ostetriche, tecnici sanitari, professioni della riabilitazione e della prevenzione, chimici, fisici, biologi, psicologi, assistenti sociali – sfileranno davanti alle massime autorità nazionali, “a testimonianza – si legge nella nota congiunta – del loro valoroso impegno nel combattere un virus che altrimenti sarebbe stato difficile contenere”. Tra l’altro questa proposta veine da lontano. Già il 3 marzo del 2020, quindi in piena pandemia, fu il Nursind degli infermieri a lanciarla, scrivendo una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.   

“Presi alla sprovvista dalla pandemia, non si sono mai tirati indietro – sottolineano i rappresentanti delle professioni sociosanitarie -: dall’inizio del 2020 a oggi hanno salvato milioni di vite e aiutato milioni di persone. Sono rimasti sempre accanto a tutti, anche a chi non ce l’ha fatta: ogni professione ha perso decine, centinaia di colleghi che hanno contratto il virus per non lasciare mai soli i cittadini”. Quindi ricordano il ruolo delle professioni sociosanitarie che è, per legge, tutelare ogni giorno gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento e connessi all’esercizio professionale. La loro responsabilità, garantire i diritti dei cittadini: la tutela della salute, alla luce dell’articolo 32 della Costituzione; il diritto, previsto dall’articolo 3, all’uguaglianza, alla pari dignità sociale senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; il diritto stesso, di cui all’articolo 2, di vedersi riconosciuti ed erogati i diritti inviolabili dell’uomo, a fronte dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

“Abbiamo saputo affrontare tutti i livelli di bisogni, rischi e assistenza, in tutti i momenti, in tutti i contesti. Su questo dovremo continuare a lavorare per migliorare tali livelli e renderli sempre più concreti e attuali, sempre più aderenti a quelle che sono le realtà che viviamo quotidianamente, e sempre più nell’ottica proattiva della prevenzione”, dichiarano i rappresentanti delle oltre 30 professioni sociosanitarie. Per poi sottolineare: “Il futuro che abbiamo davanti è un futuro che dipende anche da noi“, da quello “che abbiamo fatto e dimostrato di sapere e potere fare, da quello che continueremo a fare” . Tutte le professioni sociosanitarie, per la loro parte e le loro competenze, “non faranno mai venir meno il contributo,  la capacità di relazione, la disciplina, l’abnegazione agli assistiti, al Servizio sanitario e in tutti gli ambiti di prevenzione legati a prodotti ed ambiente”.

“Guardiamo ai prossimi anni  – aggiungono – dal punto di vista della salute con serenità e con l’auspicio di poterci lasciare alle spalle un problema che ha toccato tutti noi, ma nella consapevolezza che tutti abbiamo imparato molto da quello che abbiamo vissuto e stiamo ancora, purtroppo, vivendo, anche se nelle sue battute, si spera, finali”. “L’impegno di chi lavora per la tutela della salute è di curare e assistere tutti, prevenendo per quanto possibile la diffusione dei virus, degli inquinanti ambientali, delle patologie e delle disabilità”, concludono, dando voce a più di 1,5 milioni di professionisti della salute.


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