Pnrr e sanità, in Liguria nascerà un Centro di medicina computazionale

08 Giugno 2022

foto Governo.it

La Regione presenta a Palazzo Chigi il proprio “progetto bandiera”. Il ministro Speranza: “Si tratta di un’iniziativa con un tasso di innovazione molto rilevante, parte del processo che cambierà il Ssn”   

di NS

La Liguria, tra le prime sei Regioni a firmare il protocollo d’intesa a Palazzo Chigi con il premier Mario Draghi per l’avvio dei “progetti bandiera” del Pnrr, punta forte sull’innovazione in ambito sanitario: il suo progetto, infatti, serve a realizzare un Centro di medicina computazionale e tecnologica sulla collina degli Erzelli, nel genovese, grazie a 405 milioni di euro di investimenti.  “Si tratta di un’iniziativa di particolare importanza – afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la firma del protocollo – che sta dentro una stagione nuova di investimenti che stiamo costruendo sul nostro Servizio sanitario nazionale”.

Speranza ricorda ancora una volta come “in pochi mesi siano stati messi 10 miliardi in più sul Fondo sanitario nazionale, 20 miliardi sul Pnrr e per la prima volta un abbiamo Pon salute. In questo quadro il progetto bandiera della Regione Liguria, legato a un centro di medicina computazionale, ha un tasso di innovazione molto rilevante”. L’obiettivo di fondo, spiega inoltre il ministro, è “quello di mettere a sistema due rivoluzioni fondamentali di questo tempo: da un lato la rivoluzione genomica e dall’altro quella dei big data. Mettere a sistema queste due rivoluzioni ci consentirà di rafforzare la nostra capacità su un terreno rilevante come quello della medicina personalizzata e di precisione”. Uno sforzo, precisa Speranza, che sarà sul territorio, connettendo la nostra iniziativa ai due Irccs già presenti, quello di San Martino e quello del Gaslini, due realtà molto rilevanti”.

Con questo progetto, afferma invece il governatore della Liguria Giovanni Toti, “Genova diventerà Centro di ricerca di rilievo europeo sulla salute e il ponente genovese avrà un ospedale di assoluta eccellenza. Il tutto valorizzando la nostra Università, l’Irccs San Martino e l’Istituto italiano di tecnologia. Un’eccellenza ligure, fatta da liguri per il Paese”. Toti si dice sicuro che il progetto “possa portare veramente beneficio alla ricerca di questo Paese in ambito sanitario, alla cura dei cittadini con un nuovo ospedale, alla produzione di brevetti e alla loro industrializzazione per l’impresa biomedicale che a Genova ha aziende importanti”. Un progetto che, secondo il governatore, risponde “pienamente” allo spirito del Pnrr: “aumentare la capacità scientifica, la capacità di cura, la capacità didattica e anche il prodotto interno lordo del Paese”.

Ma veniamo al merito dell’iniziativa: essa prevede la realizzazione di un complesso integrato composto da un nuovo ospedale sede di Dea di I livello, con presenza di specialità di medio alta complessità e una dotazione di circa 520 posti letto, di cui una quota tra il 20 e il 25% focalizzata sulle specialità cliniche maggiormente ‘tech-computational intensive’; da un’area di ricerca traslazionale (ricerca-clinica-ricerca) sede di ‘joint lab’, laboratori di scienze computazionali congiunti tra la parte clinico-biomedica (l’Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) e la parte tecnologica-computazionale (con IIT, Cnr, Università) destinata alle attività di costruzione, valutazione e sperimentazione in ambito clinico delle applicazioni computazionali e delle tecnologie robotiche. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un Centro di ricerca tecnologica e di scienze computazionali destinato allo studio, alla gestione e allo sviluppo dell’infrastruttura di calcolo dedicata, nonché di un’area Officina di sperimentazione prototipi e sviluppo modelli computazionali e tecnologici, sede delle iniziative di partnership con le componenti ricerca&sviluppo delle aziende del settore operanti sul territorio (tra cui Esaote, Asg Superconductors, Carestream, Siemens, Leonardo).

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