Sanità digitale, “cresce l’investimento in Big Data ma si può fare di più”

08 Giugno 2022

Secondo Anitec-Assinform questo settore di mercato raggiungerà i 135 milioni di euro nel 2022, “ma esistono limiti di interoperabilità, cybersicurezza e competenze”

di NS

Quello tra Big Data e Sanità è un rapporto caratterizzato da molte luci (sempre di più) ma anche da diverse ombre che, purtroppo, continuano a persistere. È infatti in chiaroscuro la fotografia che emerge dal White Paper “Una Data Strategy per la sanità italiana”, che Anitec-Assinform (l’Associazione italiana per l’Information and Communication Technology, aderente a Confindustria) ha presentato oggi a Milano presso il Luiss Hub for makers and students.

Il documento evidenzia come il settore della Digital Health si sia rivelato di importanza fondamentale per il sistema Paese negli ultimi due anni, con le applicazioni di tecnologie digitali in ambito sanitario sempre più diffuse. La conferma arriva dalla grande crescita del mercato che ha raggiunto tassi quasi a doppia cifra nel 2021. Una delle componenti più dinamiche del mercato Digital Health, ad esempio, riguarda i dati: il mercato Big Data e Analytics in Sanità raggiungerà i 135 milioni di euro nel 2022 (in crescita del 12,5%) con una prospettiva di crescita a 200 milioni nel 2025 (fonte NetConsulting Cube). Allo stesso tempo, avverte però Anitec-Assinform, va riconosciuto “come il potenziale dei Big Data in Sanità non venga sfruttato del tutto: esistono limiti di interoperabilità, cybersicurezza e competenze digitali che devono essere affrontati con uno sforzo di sistema”.

Questa la considerazione che ha portato il Gruppo “Digital Transformation in Sanità” di Anitec-Assinform a fornire la sua “ricetta” per creare valore in sanità partendo dai dati. Il documento presentato a Milano si compone di otto capitoli e di un’appendice in cui vengono raccolte alcune best practice, facendo il punto del quadro complessivo della sanità digitale data-enabled, a partire dall’analisi dello stato dell’arte fino a indicare gli sviluppi futuri. La trattazione parte dai modelli per la gestione dei dati e, passando per i contesti nazionale ed europeo, arriva al concetto di life data. L’obiettivo è stimolare l’elaborazione di una Data Strategy per la sanità del nostro Paese e per lo sviluppo di iniziative che mettano il dato al centro delle azioni delle organizzazioni che operano nel settore sanitario.

Secondo Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, “la sanità è un settore strategico che interessa la vita di tutti. È la struttura portante del nostro welfare: per questo dobbiamo renderla accessibile, efficiente e di qualità”. In quest’ottica, “l’innovazione è fondamentale per un servizio pubblico che non lasci nessuno indietro. La sanità del futuro avrà bisogno della trasversalità dei dati per migliorare la qualità della vita delle persone. Ci sono già esperienze di successo in Italia, ma ora serve scalare. Investire bene anche i fondi del Pnrr sulla Missione 6 – conclude Gay – sarà fondamentale”.

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