Salute mentale, l’impegno di Speranza: “Nuovi fondi in legge di Bilancio”

10 Giugno 2022

La sfida del ministro della Salute è “dare nuova priorità a questo tema”. La parola d’ordine è territorio: “Necessario sviluppare un approccio di prossimità”

di NS

I nuovi investimenti in sanità, con l’auspicato superamento dei tetti di spesa, dovranno riguardare anche la salute mentale, un tema diventato ormai ineludibile specialmente in uscita da una pandemia che ha lasciato segni anche psicologici. È il ministro della Salute Roberto Speranza in persona a dirlo, intervenendo in video-collegamento al convegno nazionale “Valorizzare e potenziare la salute mentale”, promosso dall’Istituto superiore di sanità. “La sfida della salute mentale è dare una nuova priorità a questo tema – ha detto Speranza -. Nell’ultimo anno io ho provato a riaccendere la luce su tale questioni in termini di impegno del ministero della Salute”. Adesso, però, “vorrei che rispetto a questo sforzo se ne accompagnasse anche uno sul fronte di nuovi investimenti e di definizione di un approccio di fondo rispetto a questa materia”.

L’auspicio del ministro della Salute è “poter lavorare perché nella legge di Bilancio si possano dare segnali di ripresa di un impegno di sanità pubblica anche sulla salute mentale”.

Impegno che nell’ultima manovra è già presente perché “abbiamo finanziato con 38 milioni di euro tre diverse misure che provano a rafforzare la capacità di assistenza in questo campo”, Speranza parla quindi un primo passo, ma ribadisce che l’impegno è quello di “continuare a investire”.

Anche in questo settore la parola d’ordine è territorio. “Vorrei continuassimo a lavorare sull’idea di una salute mentale di prossimità, che provi a tenere insieme le risorse che ci sono sul territorio, che provi a sviluppare modelli di sussidiarietà e di partecipazione dal basso”.
Del resto, secondo Speranza, “stiamo parlando di uno degli snodi cruciali del futuro del nostro Servizio sanitario nazionale e delle politiche pubbliche di sanità a livello europeo e internazionale, e vorrei che l’Italia provasse ad essere uno dei Paesi all’avanguardia”.

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