Covid, l’Ecdc avvisa l’Ue: con Omicron 4 e 5 nuovo aumento dei casi

13 Giugno 2022

Finora le due nuove varianti non avevano sfondato in Europa, ma secondo l’Agenzia sono destinate a diventare dominanti e a far crescere i contagi

di NS

Il Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) avvisa l’Europa: la pandemia di Covid non è finita e nelle prossime settimane i casi sono destinati ad aumentare, grazie a una sempre maggiore diffusione delle varianti Omicron 4 e Omicron 5. C’è dunque bisogno che i Paesi europei tengano ancora alto il livello di attenzione.

Finora infatti, spiega l’Ecdc, la maggior parte dei Paesi dell’Unione europea ha rilevato basse percentuali delle varianti Omicron 4 e Omicron 5, tuttavia molti hanno registrato un aumento di casi nelle ultime settimane. In Portogallo, per esempio, Omicron 5 è diventata la variante dominante e le proporzioni crescenti sono state accompagnate da un aumento dei casi di Covid-19.

Secondo l’agenzia, a questo ritmo le due nuove varianti diventeranno dominanti in tutta Europea, probabilmente con conseguente incremento dei contagi nelle prossime settimane.

L’entità dell’aumento delle positività, spiega l’European centre for disease prevention and control,  dipenderà da vari fattori, tra cui la protezione immunitaria contro l’infezione, che a sua volta dipende dai tempi e dalla copertura delle singole campagne di vaccinazione effettuate in precedenza dagli Stati membri.

Anche se i dati sono ancora limitati – ammette l’agenzia dell’Unione europea – al momento non ci sono prove che Omicron 4 e Omicron 5 siano più infettive rispetto alle varianti circolanti, “ma come nelle ondate precedenti, un aumento complessivo dei casi di Covid-19 può comportare un aumento dei ricoveri ordinari, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi”.

Per questo, Ecdc raccomanda ai Paesi europei di rimanere vigili sul captare segnali di emergenza e di diffusione delle nuove varianti, di continuare a fare test sensibili e una sorveglianza genomica delle varianti con report di sequenza tempestivi. La raccomandazione riguarda in maniera particolare le fasce di popolazione più anziane, da 65 anni in poi: l’agenzia prevede che saranno necessarie ulteriori dosi di richiamo per quei gruppi più a rischio, in previsione di ondate future.

Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram