Covid, Lopalco: “Con Omicron 5 i casi aumenteranno già in estate”

15 Giugno 2022

L’epidemiologo a Nursind Sanità: “La sua diffusione è ancora limitata, ma il nostro sistema di sequenziamento è sempre in ritardo”. Sulle mascherine: “Passerei dall’obbligo alla raccomandazione”

di Ulisse Spinnato Vega

Un’estate al mare, voglia di non pensarci, di lasciarsi alle spalle il Covid almeno fino all’autunno prossimo: ancora qualche settimana fa sembrava una prospettiva concreta, adesso invece lo scenario sta peggiorando rapidamente. Il Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) ha avvisato l’Europa che a stretto giro i casi sono destinati ad aumentare a causa delle varianti Omicron 4 e Omicron 5, mentre il ministro della Salute tedesco parla esplicitamente di “ondata estiva”. Pierluigi Lopalco, epidemiologo e docente di Igiene all’Università del Salento, a Nursind Sanità predica prudenza, ma conferma i timori: “Se Omicron 5 si diffonde con le stesse caratteristiche di altri Paesi, vedi il Portogallo, allora potremmo vedere un incremento dei casi”.

Professore, dobbiamo temere una vera recrudescenza già in estate?
In questo momento Omicron 5 è presente ancora in modo limitato, ma c’è da dire che il nostro sistema di sequenziamento non è molto rapido ed efficiente, per cui arriviamo a comprendere con qualche settimana di ritardo. Ci trovammo in una situazione simile con il passaggio alla variante Delta, che però non era altrettanto contagiosa.

Non come Omicron, certo.
Qui vediamo infettarsi con la BA.5 anche persone che due o tre mesi prima magari hanno contratto Omicron 1. Certo, in estate abbiamo il vantaggio di vivere soprattutto all’aperto, senza assembramenti al chiuso. In ogni caso, bisogna fare attenzione.

A questo punto cambia anche la prospettiva sul secondo booster in autunno? Moderna lo ha annunciato per fine estate, tarato proprio contro Omicron. È sempre prematuro auspicare che sia per tutti e non solo per anziani e fragili?
Sì, è ancora prematuro. Serve un’analisi attenta dei casi gravi, degli ospedalizzati e dei decessi per questa variante. A quel punto potremo capire su chi tarare il richiamo in via prioritaria. Se dovessi dire adesso, immagino un booster da prevedere per persone non giovani, magari dai 60 in su, e persone più giovani con comorbilità. Un po’ come stiamo facendo con l’influenza.

Pare si inizi a comprendere finalmente quale parte della proteina spike rimane stabile nel tempo. Secondo l’Icar, il Congresso sull’Aids e la ricerca antivirale di Bergamo, antivirali e monoclonali sono comunque efficaci contro le sotto-varianti.
In questo momento è una buona notizia perché continuiamo ad avere un armamentario importante a disposizione.

Dopo il caos mascherine per gli esami scolastici, le protezioni potrebbero rimanere obbligatorie soltanto per trasporti, ospedali ed Rsa. D’accordo?
Secondo me bisogna passare a una fase in cui gli obblighi lasciano il posto alla raccomandazione e al senso di responsabilità dei cittadini. Difficile imporre le mascherine in una qualunque situazione al chiuso, a meno che non ci sia una ripresa particolarmente grave della circolazione del virus.

Dunque, meglio tenerla sempre in tasca come gli occhiali da sole?
Sì, per usarla al momento del bisogno, quando vogliamo proteggere noi stessi o i nostri cari, magari i nostri anziani o le persone fragili con cui eventualmente viviamo a stretto contatto.

Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram