Salute, Pd: “Estendere l’obbligo di autopsia in caso di morte improvvisa cardiaca”

15 Giugno 2022

Presentata una proposta di legge alla Camera, primo firmatario Paolo Siani. Si punta all’approvazione direttamente in Commissione

di Paola Alagia

Introdurre l’obbligo di diagnosi autoptica (autopsia istologica e molecolare) nei casi di morte cardiaca improvvisa giovanile. Punta a questo la proposta di legge, targata Pd, primo firmatario il deputato Paolo Siani, che è stata presentata oggi alla Camera. L’auspicio dei dem, vista la legislatura agli sgoccioli, sarebbe quello di riuscire ad approvarla senza il passaggio in Aula. E quindi direttamente in commissione Affari sociali, una volta raggiunto naturalmente il placet di tutte le forze politiche. Che però, a detta dello stesso Siani, non dovrebbe essere un problema: “Su un tema come questo c’è trasversalità politica. Non credo ci sia qualche gruppo parlamentare che si opporrebbe”. Anche perché, aggiunge la capogruppo dem in Commissione, Elena Carnevali, “questa è una proposta di legge che poi diventa patrimonio di tutti. Nessuno di noi vuole metterci il cappello”. Ma Siani chiama in causa anche Roberto Speranza: “L’approvazione della pdl che propone l’obbligatorietà dell’autopsia per le morti improvvise giovanili, comprensiva di prelievi per l’esame tossicologico e molecolare, sarebbe una decisione del Parlamento utile e importante, ma saremmo già molto soddisfatti se il ministro della Salute prendesse a cuore questa nostra iniziativa ponendo da subito in essere un suo diretto intervento”.

Ma partiamo dai numeri sulle morti cardiache improvvise (Mci). Si stima che negli Stati Uniti siano 300mila l’anno. In Italia viaggiamo sui 50mila. E quelle giovanili? Come spiega Camillo Autore, professore di Cardiologia all’Università di Roma La Sapienza – presente all’iniziativa insieme al vicepresidente dell’Osservatorio malattie rare (Omar), Francesco Macchia -, sono un evento più raro, “L’1-2 per cento di tutte le morti improvvise. Ma una stima precisa in Italia non esiste. Abbiamo solo i dati Istat che parlano di 157 casi dal 2003 al 2017 nella fascia di età 0-39 anni”.    

Una legge ad hoc interverrebbe anche su questo. Tuttavia, la finalità non è contare il numero di decessi. Lo spiega bene Siani: “Noi chiediamo una legge per rendere obbligatorio il riscontro autoptico (che lo è per il neonato o il feto e non per i giovani). Ciò non vuol dire che stiamo contando i decessi, bensì l’esatto contrario: vogliamo evitare altri decessi”. “Anche perché – evidenzia Autore – l’autopsia molecolare permetterebbe di identificare soggetti a rischio e di mettere in sicurezza altri membri della famiglia” della vittima.

In base a quanto previsto dall’articolo 1 del provvedimento, “qualora il decesso si sia verificato improvvisamente ed in assenza di una chiara e identificabile causa in soggetti, l’obbligo di autopsia scatta “entro i 40 anni”. Entro i 50 anni “nei casi in cui – si legge nel testo – ci siano condizioni cliniche che fanno presupporre un importante impatto per i familiari viventi, come ad esempio la ricorrenza di morti improvvise giovanili in famiglia”.           

Sono sei in tutto gli articoli che compongono la proposta di legge. Oltre all’obbligatorietà degli esami post mortem, la pdl mira a creare (articolo 2) una rete di riferimento. A cominciare dall'”identificazione delle aziende ospedaliere-universitarie con competenze riconosciute a livello nazionale e/o internazionale nella diagnosi e cura delle patologie a rischio di Mci giovanile”, ma anche di “centri di riferimento per la centralizzazione delle autopsie di Mci giovanili”.

Rete di riferimento, però, significa pure “creazione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) incentrato sulla morte improvvisa giovanile, con le aziende ospedaliere-universitarie della rete di riferimento e con l’Iss, da calare nelle realtà individuali delle singole regioni o di insieme di regioni”. Si punta inoltre alla creazione di un Registro nazionale, a “interventi di formazione ed informazione” e a “interventi di promozione della ricerca scientifica nel campo della morte improvvisa giovanile”. Un aspetto importante, secondo la dem Angela Ianaro proprio “perché non conosciamo ancora bene tutte le cause di decesso”.

Per il provvedimento è previsto un impegno di spesa: la copertura è stimata in 5 milioni per l’anno 2021 e in 2 milioni a decorrere dal 2022 a carico del Fondo sanitario nazionale. Su questo, comunque, Siani non ha dubbi: “Ogni vita che salviamo è un investimento straordinario. Cosa sono i 5 milioni che abbiamo chiesto in questa legge se salvassimo più vite umane?”.        

Rimane lo scoglio dei tempi, però. “Il Pd – sottolinea Carnevali – proverà a farsi carico di facilitare il percorso legislativo del testo con l’approvazione direttamente in Commissione viste le convergenze possibili con gli altri Gruppi e il basso onere finanziario: fare presto e bene è possibile”. “Come già successo per la legge sui defibrillatori – conclude il Pd Luca Rizzo Nervo – ci troviamo a uno snodo cruciale per giungere a una prevenzione delle cause di morte e a un ulteriore strumento per una più efficace attività di cardio protezione delle nostre comunità”.

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