Tecnologia, formazione e valorizzazione del personale, i paletti della Camera sulla sanità territoriale

15 Giugno 2022

Ok alla mozione di maggioranza. Si punta anche al potenziamento degli standard delle Rsa. Costa: “I pilastri della rivoluzione saranno innovazione, uguaglianza e soprattutto prossimità”

di NS

Dall’Aula della Camera arriva oggi un segnale forte al Governo nell’ottica della riorganizzazione della sanità territoriale, con l’approvazione di una mozione di maggioranza che, tra l’altro, impegna l’esecutivo, “al fine di raggiungere gli obiettivi indicati dalla missione 6 del Piano di ripresa e resilienza e assicurarne l’attuazione uniforme su tutto il territorio nazionale, ad adottare iniziative per prevedere che la riorganizzazione territoriale, come delineata nella bozza di decreto cosiddetto ‘DM71’ sia sostenuta dal potenziamento del fabbisogno del personale sanitario e amministrativo e da un’idonea copertura finanziaria“, nonché “da una riforma delle disposizioni in materia di medici di medicina generale”.

Soddisfatto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: “Abbiamo davanti una occasione imperdibile: ridisegnare il nostro Servizio sanitario nazionale, anche grazie alle risorse del Pnrr. I pilastri di questa rivoluzione saranno innovazione, uguaglianza e soprattutto prossimità. Ed è per questo motivo che accolgo con favore l’approvazione della mozione sulla sanità territoriale da parte del Parlamento”. Secondo Costa “è essenziale tornare ad investire sulla medicina di prossimità per garantire al paziente continuità delle cure e assistenza domiciliare”. Inoltre, puntualizza il sottosegretario, “dobbiamo invertire la rotta secondo cui l’ospedale è l’unico centro nevralgico delle cure” e  per fare ciò è “necessario creare una rete che valorizzi le realtà e le professionalità del territorio secondo un principio cardine: portare i servizi vicino ai cittadini”.

Un elemento, specifica il sottosegretario, che “contribuirà a ridurre i divari geografici e territoriali armonizzando gli standard delle prestazioni sanitarie”, garantendo una “migliore esperienza di cura per gli assistiti” e migliorando i livelli di efficienza dei sistemi sanitari regionali. “L’obiettivo primario è assicurare a chiunque di poter avere equo accesso ai servizi a prescindere da dove risiede. Dobbiamo ripartire dalla consapevolezza che la sanità è un investimento e non un costo” ribadisce Costa, assicurando che “la mozione  darà impulso alle iniziative già previste all’interno del Dm 71“.

Tra i principali punti (in tutto sono 21) su cui l’atto di indirizzo approvato dall’Aula di Montecitorio impegna il Governo, figurano la revisione della formazione dell’operatore socio sanitario e la valorizzazione economica del personale sanitario, nonché iniziative per ovviare alla mancanza di personale medico. Centrali sono inoltre la valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta, la riorganizzazione e il potenziamento della rete territoriale di assistenza e presa in carico del paziente anzitutto cronico, potenziando anche i servizi di psicologia. Si prevedono poi iniziative per facilitare ed estendere l’assistenza e la terapia domiciliare per i pazienti cronici e i malati rari, nonché un presidio sanitario all’interno delle scuole. Più in generale, la mozione punta sul rinnovamento della struttura tecnologica e digitale del Ssn a livello statale e regionale, con un coinvolgimento attivo del terzo settore. Obiettivo importante, infine, il potenziamento degli standard organizzativi, strutturali e tecnologici delle Rsa.

“Quello che proponiamo – spiega Silvana Nappi, deputata M5s firmataria della mozione – è un modello di gestione territoriale che nasce per risolvere le criticità emerse durante la pandemia e che mette in risalto tutte le competenze degli operatori sanitari sul territorio. Accanto alla richiesta di nuove risorse, occorre una organizzazione ben strutturata. Il cittadino deve diventare destinatario di una assistenza qualificata e immediata, senza tempi di attesa inadeguati. Con le nuove Case di comunità – aggiunge – i cittadini avranno sul territorio un punto di riferimento 24h su 24: nell’ambito di questo contenitore occorre recuperare e valorizzare il ruolo dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta che devono lavorare in equipe con gli altri professionisti della sanità”.

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