Tumore al polmone, AstraZeneca lancia la sua sfida a supporto di diagnosi e cure

22 Giugno 2022

Il progetto si chiama “Breathink” e coinvolge clinici, associazioni di pazienti, università e startup alla ricerca di soluzioni terapeutiche innovative per una patologia che causa 34mila vittime l’anno

di NS

Identificare e colmare i gap presenti nel percorso del paziente con tumore del polmone, partendo dall’ascolto di tutti gli interlocutori coinvolti nell’iter diagnostico-terapeutico. Questo l’obiettivo di “Breathink”, il progetto di open innovation lanciato da AstraZeneca, da anni fortemente impegnata nell’identificare soluzioni terapeutiche per chi convive con una neoplasia polmonare. Si tratta di un’iniziativa con cui l’azienda si propone di raccogliere idee e stimoli esterni con l’obiettivo di generare soluzioni innovative che possano realmente supportare clinici, pazienti e caregiver nell’affrontare al meglio la malattia. Alla fine del percorso verrà selezionata l’idea ritenuta più innovativa, efficace e vicina ai bisogni degli stakeholder coinvolti.

Ma quali sono i numeri di questa patologia in Italia? La neoplasia polmonare è uno dei tumori più diffusi e dalla prognosi peggiore. Complice la difficoltà di diagnosticare la malattia in stadio iniziale, la maggior parte dei pazienti viene individuata quando il tumore è allo stadio avanzato e, di conseguenza, per questi pazienti la prognosi è particolarmente infausta. Secondo le stime Aiom, riferite 2020, sono circa 41mila i nuovi casi di tumore del polmone (27.550 negli uomini e 13.300 nelle donne): è la seconda neoplasia più frequente negli uomini (14%) e la terza nelle donne (7%). Inoltre, sono circa 34 mila i decessi (dato 2021), 23.400 negli uomini e 10.000 nelle donne per tumore del polmone che, quindi, rappresenta la prima causa di morte per cancro negli uomini e la seconda nelle donne. Mentre la sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi si stima sia pari al 16% negli uomini e al 23% nelle donne.

Torniamo al progetto targato AstraZenca. Nel dettaglio prevede il coinvolgimento di un panel ampio e trasversale composto da clinici (oncologi, chirurghi, radioterapisti, pneumologi, biologi molecolari e psico-oncologi), asssociazioni di pazienti (Walce – Women against Llung cancer in Europe e Ipop – Insieme per i pazienti di oncologia polmonare), oltre a università, startup e incubatori selezionati sul territorio nazionale. Al via nel mese di giugno, “Breathink”, fanno sapere i promotori, si articola in tre fasi focalizzate sull’ascolto della rete, sull’identificazione dei bisogni e benefici attesi attraverso workshop dedicati con clinici, pazienti e caregiver e, infine, sulla definizione delle sfide su cui lavorare per implementare soluzioni concrete ed efficaci. A novembre la conclusione dell’intero percorso con un evento live in cui verranno presentati tutti i progetti.

“Con 50 studi clinici in pipeline e oltre 4.500 pazienti trattati nel 2021 – sottolinea Mirko Merletti, vicepresidente Oncology AstraZeneca – siamo la prima azienda in Italia per numero di trial clinici e vogliamo essere protagonisti di un ulteriore cambiamento rivoluzionario in oncologia, raccogliendo le sfide della comunità scientifica e dei pazienti con tumore al polmone, facendoci promotori di progetti come ‘Breathink’, che possano aiutare il percorso diagnostico-terapeutico”.

Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram