Tumori, la malnutrizione impedisce al 20% dei pazienti di superare la malattia

23 Giugno 2022

In seno all’Alleanza contro il cancro del ministero della Salute nasce un Working Group sul supporto nutrizionale: “Attenzione alla disinformazione e alla speculazione sulle diete”

di NS

La malnutrizione nel paziente oncologico, riscontrata nel 30% circa dei casi già alla diagnosi, rappresenta “un’emergenza nell’emergenza oncologica che, secondo studi internazionali, impedisce al 20% circa dei pazienti di superare la malattia, in ragione delle gravi conseguenze che essa ha sul regolare percorso terapeutico”. È quanto mette in luce l’Alleanza contro il cancro, la Rete oncologica nazionale del ministero della Salute presieduta da Ruggero De Maria, che con l’obiettivo di affrontare queste problematiche ha creato il Working group survivorship care e Supporto nutrizionale, un gruppo composto da una cinquantina di professionisti legati a 23 dei 28 Irccs che aderiscono ad Acc, oltre ad Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e Aimac (Associazione italiana malati di cancro), la più grande associazione di pazienti oncologici in Italia, anch’essa iscritta alla Rete. Il Wg è coordinato da Riccardo Caccialanza, direttore di Dietetica e Nutrizione clinica del Policlinico San Matteo di Pavia, associato alla Rete, oltre che centro di riferimento nazionale per la ricerca in nutrizione clinica nell’ambito oncologico.

“La nostra finalità – spiega Caccialanza – è migliorare la qualità di vita dei pazienti e l’efficacia delle cure. La malnutrizione, infatti, provoca un prolungamento della permanenza in ospedale dopo gli interventi chirurgici, un aumento delle complicanze postoperatorie, un incremento del rischio di sviluppare tossicità durante i trattamenti oncologici attivi e della conseguente necessità di interromperli o ridurne l’intensità con potenziale riduzione dei tassi di risposta, l’aumento della mortalità ed il peggioramento dello stato funzionale e della qualità di vita. Non da ultimo, è fonte di stress enorme per i pazienti e i loro familiari”.

Il gruppo dedicato al Supporto nutrizionale si sta muovendo in due direzioni: la stesura di position papers sul costo-efficacia degli alimenti a fini medici speciali (Afms) in oncologia e sulla rilevanza della terapia nutrizionale per i pazienti oncologici pediatrici, nonché la creazione di un registro nazionale per la malnutrizione in oncologia. Un’infrastruttura dati, quest’ultimo, “tanto ambiziosa quanto strategica nella nostra economia di progetto”, sottolinea il coordinatore del working group, parlando di “un auspicato passo avanti che risponde a una esigenza oramai inalienabile, ossia al diritto di trattare e prevenire la malnutrizione”.  Caccialanza sottolinea inoltre quanto “la situazione stia cambiando grazie allo sforzo delle società scientifiche” e parla del Wg creato in seno alla Rete del Ministero come “una delle testimonianze più concrete di una consapevolezza che va affermandosi non solo a livello scientifico, ma anche istituzionale. Ciò nondimeno – aggiunge – abbiamo il dovere di innalzare il livello dell’evidenza scientifica tramite la ricerca, concentrandoci su progetti che possano fare ulteriormente la differenza incidendo in maniera determinante nei decisori, sì da incrementare gli investimenti nella direzione della nutrizione clinica, fattore determinante che non può più essere ignorato”.

La nuova consapevolezza è già consuetudine in ambito clinico dove, ad esempio, è cambiato l’approccio alla progressiva perdita di peso del paziente oncologico, “un aspetto che si dava per scontato e che per questo motivo veniva assunto come secondario rispetto alla patologia. Se è vero che in molti casi non è possibile evitarlo completamente – precisa Caccialanza -, è altrettanto vero che si può intervenire per prevenire o contenere il fenomeno. Ma gli sviluppi della ricerca ci dicono tanto altro: per esempio quanto sia importante ragionare in termini di massa muscolare e composizione corporea, fattori chiave per una più efficace risposta alle terapie e, quindi, a un abbassamento del tasso di mortalità“. Insomma, l’approccio nutrizionale  è divenuto fondamentale per migliorare tutti gli outcome clinici: l’obiettivo, conseguibile anche con una corretta campagna informativa, è mettere il malato nelle condizioni di auto monitorarsi e di gestire, quantomeno, le prime necessità (“patient empowerment”).

Informare correttamente, secondo Caccialanza, è prioritario perché “sul tema della nutrizione in oncologia, quello delle cosiddette ‘diete anticancro, c’è gravissima disinformazione e speculazione: integratori, blog che suggeriscono il digiuno, kit che costano centinaia e centinaia di euro, tutto senza supporto di dati scientifici. Per porre un freno a questa pericolosa degenerazione il Wg lavora in sinergia con le società scientifiche per fare corretta informazione: l’approccio nutrizionale inizia infatti col counseling e prosegue con la supplementazione orale. A questo scopo – conclude – Aimac ha pubblicato un opuscolo informativo, gratuitamente scaricabile dal sito, che offre validi consigli e informazioni”.

Secondo il presidente dell’Alleanza contro il cancro, Ruggero De Maria, “la corretta nutrizione è fondamentale per il paziente oncologico. È ormai accertato che la malnutrizione dei pazienti comporta un peggioramento della qualità della vita e una minore efficacia delle terapie sia nei pazienti sottoposti a chirurgia, sia nei pazienti trattati farmacologicamente”. “Il working group – conclude – sta portando avanti dei progetti molto importanti sulla nutrizione del paziente chirurgico e sta lavorando alla creazione di un registro nazionale per la malnutrizione in oncologia che costituirà una risorsa fondamentale per pianificare interventi mirati di sanità pubblica in un settore che è stato trascurato per troppi anni“.

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