12 Giugno 2024

Menopausa e terapia ormonale, la politica si divide sull’appello di medici e pazienti

Per la maggioranza "è solo una questione tecnica". Invece Pd e M5s si preparano a battagliare sui costi esorbitanti delle Tos: "Aifa rischia di subire l’influenza ideologica del centrodestra"

Di Barbara Laurenzi
Foto di fernandozhiminaicela

Per la maggioranza, la politica non può toccare palla. Le opposizioni, invece, annunciano battaglia, a partire dagli atti parlamentari. Sono diverse le reazioni partitiche, all'indomani dell’appello che, attraverso Nursind Sanità, medici e pazienti hanno rivolto all’Aifa affinché torni indietro sulla decisione di rendere a pagamento i farmaci impiegati nelle Tos, le terapie ormonali sostitutive adottate per le donne in menopausa e per i percorsi di transizione di genere.

Secondo il senatore di Fratelli d'Italia Ignazio Zullo, "è una questione tecnica e non politica, la politica non c'entra nulla". Il parlamentare, primo firmatario di un disegno di legge sulla medicina di genere, non ha dubbi: "La politica non può fare nulla e non può mettere bocca su questioni tecniche e sul lavoro di Aifa. Sarebbe destrutturante".

 

Di tutt'altro avviso il Partito democratico, con il senatore Filippo Sensi che replica a Zullo: "Mi sembra tutt'altro che una questione tecnica. Anzi, è proprio una situazione di cui si deve occupare la politica. Nel momento in cui spuntano perplessità su un farmaco che solo quattro anni prima si era deciso di distribuire gratuitamente, e adesso viene dato ai pazienti a un costo che loro reputano eccessivo, la politica non può voltarsi dall'altra parte. Al contrario, si deve prendere in carico una problematica di questo tipo, che ricade sui pazienti". Il parlamentare annuncia così un'interrogazione al Senato: "Sicuramente prepareremo un atto di sindacato ispettivo, sulla base di quanto emerge dall'articolo di Nursind Sanità". 

 

Inoltre, riflette ancora Sensi, "la stessa motivazione addotta da Aifa appare flebile e desta molte perplessità. Viene spontaneo chiedersi come mai si sia verificato un cambio così repentino da parte dell'Agenzia, che adesso mette in dubbio qualcosa che loro stessi hanno reso gratuito quattro anni fa. Se si ritiene che un farmaco sia nocivo o non sufficientemente sicuro, o che la sua sicurezza non sia abbastanza suffragata, allora quel prodotto si ritira dal mercato, non si lascia a disposizione".

 

E un'interrogazione sta per essere depositata in queste ore anche dal Movimento cinque stelle. "Abbiamo preparato un’interrogazione parlamentare sul tema, che presenteremo in settimana e nella quale chiediamo di rivedere questa decisione perché lede il diritto alla salute", annuncia a Nursind Sanità la pentastellata Gilda Sportiello, spiegando che "l’interrogazione sarà depositata a risposta scritta al ministro, ma siamo pronti a trasformarla in una interrogazione o interpellanza diretta in Commissione non appena ci sarà la possibilità di avere Schillaci presente. Non si capisce il motivo che ha portato a spostare in fascia C questi farmaci, dopo quattro anni dalla determina in fascia A". Secondo la deputata, il dubbio è che "ci sia qualche motivazione ideologica".

 

L'ipotesi della parlamentare è legata alla nuova organizzazione dell'Agenzia italiana del farmaco voluta dall’ultimo governo. "Abbiamo sempre contrastato questa riforma dell’Aifa, denunciando il rischio che la nuova organizzazione avrebbe reso meno indipendente l’Agenzia, assoggettando alle scelte politiche un ente che dovrebbe essere scientifico. Già adesso - ricorda ancora Sportiello - i farmaci adottati nelle Tos registrano una carenza sistemica, tanto che le terapie spesso vengono interrotte proprio perché non si trovano i prodotti. Ora, a una situazione già complicata, si aggiunge anche l’aspetto economico. Pensiamo solo al Sandrena, ritenuto il più sicuro perché è un gel e quindi non pesa sul fegato. Prima era gratuito, ora in vendita a più di 18 euro a scatola. Le persone trans devono assumerlo per tutta la vita e, quindi, questo costo diventa insostenibile. Quanto sta accadendo - conclude la deputata - lascia intendere bene la visione classista che questa maggioranza ha della società".

 

 

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