Per 60mila medici di famiglia arriva il nuovo contratto
Via libera definitivo all'Acn 2022-2024 in Conferenza Stato-Regioni. Alparone (Comitato di settore): "Andiamo verso un modello multiprofessionale". Scotti (Fimmg): "Bene ma subito al lavoro per chiudere il triennio 2025-2027"
È stato rinnovato l’Accordo collettivo nazionale 2022-2024 della medicina generale. Il definitivo via libera è arrivato oggi in Conferenza Stato–Regioni, dopo l’approvazione dell’ipotesi di accordo lo scorso 5 novembre in Sisac e il benestare della Corte dei conti.
Per i 60mila medici di medicina generale il nuovo contratto prevede un aumento salariale medio del 5,78% per il triennio. Il contratto segna inoltre un passaggio ulteriore verso l’integrazione del personale convenzionato nelle Case di Comunità, con adeguamenti in linea con il processo di inserimento della figura nell’organizzazione delle nuove strutture.
“Ci eravamo ripromessi di chiudere rapidamente questo rinnovo e lo abbiamo fatto”, ha dichiarato Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. “La priorità era dare una prima risposta ai tanti medici di prossimità che attendevano un adeguamento salariale, per poi concentrarci sugli aspetti di maggiore complessità nella tornata contrattuale 2025-2027, su cui siamo già al lavoro”.
“Siamo consapevoli che i medici di famiglia rappresentano un punto di accesso fondamentale alla cura: da loro dipende il buon funzionamento e l’efficacia dell’intero sistema sanitario nazionale. Con l’intesa di oggi andiamo verso il riconoscimento di un modello multiprofessionale e multidisciplinare capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute in coerenza con il nuovo assetto della sanità territoriale”, ha chiarito Alparone.
La rapida conclusione della trattativa è stata resa possibile da una cornice negoziale snella, concentrata su adeguamento della parte economica e miglioramento di alcuni istituti contrattuali, adeguati anche alle intervenute variazioni normative.
Soddisfatto il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, soprattutto per la tempistica: "Avevamo chiesto che la questione venisse affrontata in questa prima seduta della Conferenza Stato-Regioni perché era indispensabile rendere esigibili le nuove regole e i nuovi strumenti previsti dall’Acn; strumenti che incidono sull’organizzazione dell’assistenza territoriale e sulla capacità del Servizio sanitario di rispondere ai bisogni dei cittadini”. Sempre sui tempi, dalla Fimmg arriva ora un richiamo “al passaggio immediatamente successivo e non meno importante: emanare subito il nuovo Atto di indirizzo per poi puntare alla definizione e all’approvazione, entro giugno 2026, dell’ACN 2025-2027”.
“L’Atto di indirizzo – ha aggiunto Scotti – deve portare a soluzioni definitive su questioni quali l’evoluzione della medicina generale, il ruolo unico, Pnrr e Case di Comunità”. Senza dimenticare che la corresponsione della retribuzione “deve finalmente essere legata al tempo vigente”. Non meno importante, per la Fimmg, l’atto di indirizzo deve chiarire le quote incrementali dei fondi stanziati dalla legge di Bilancio per il 2022 (L. 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 274), a oggi contrattualizzate e utilizzate per incentivare lo svolgimento delle attività orarie all’interno delle Case di comunità dei medici di medicina generale, ma ferme, appunto, al 2022. Da Scotti, infine, un appello al ministro Schillaci affinché il disegno di legge delega sulla riforma del Ssn, l’atto di indirizzo e l'Acn dei medici di medicina generale convenzionati con il Ssn si muovano su binari coerenti tra loro.
Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram