15 Gennaio 2026

Covid, l'aspirina limita i danni ai polmoni

Lo rivela uno studio dell'Istituto Mario Negri. I dettagli

Di NS
Covid, l'aspirina limita i danni ai polmoni

Nei momenti critici della pandemia da Covid-19, studi dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri (pubblicati su: eClinicalMedicine, 2021; Frontiers in Medicine, 2022; The Lancet Infectious Diseases, 2023;) suggerivano che l’uso tempestivo di farmaci antinfiammatori non steroidei, inclusa l’aspirina, poteva ridurre le manifestazioni di malattia grave e la necessità di ricorrere all’ospedale. L’importanza degli antiinfiammatori non steroidei nelle fasi precoci delle malattie respiratorie è stata ribadita da uno studio indipendente pubblicato nel 2024.
In un nuovo studio del Mario Negri, pubblicato in questi giorni su Frontiers in Immunology, sono stati presi in esame i meccanismi molecolari dell’effetto dell’aspirina sulla struttura della proteina “spike”, quella che consente al virus di legarsi alle cellule dell’ospite.

Risultato? “Il nostro lavoro – commenta Luca Perico, il primo autore dello studio – ha dimostrato che concentrazioni di aspirina paragonabili a quelle che si raggiungono nell’uomo inducono modificazioni strutturali sulla proteina spike di Sars-CoV-2 che limitano la sua capacità di legarsi al recettore ACE2 sulle cellule epiteliali”. 
“Queste osservazioni – dice Ariela Benigni, coordinatore delle ricerche della sede di Bergamo e Ranica (BG) – sono state fatte in cellule in coltura e in modelli sperimentali nei quali si è potuto documentare che l’aspirina riduce il danno polmonare, la fibrosi e l’infiammazione indotte dalla proteina spike di Sars-CoV-2”. “Antinfiammatori non steroidei andrebbero assunti nelle prime fasi dell’infezione da Sars-CoV-2; seguendo comunque il consiglio del medico e mai in regime di autoprescrizione” – commenta Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri.

 

 

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