Oblio oncologico, ecco il decreto che facilita il reinserimento professionale
Il ministro del Lavoro Calderone: "Il provvedimento mira a garantire strumenti reali per accompafnare il rientro al lavoro, sostenere la crescita professionale e valorizzare le competenze di ciascuno"
È stato finalmente adottato il decreto attuativo sulle politiche attive per il reinserimento professionale dei malati oncologici che mancava ancora all’appello dopo l’approvazione della legge sull’oblio oncologico nel 2023 e che nei mesi scorsi era stato tema centrale di un’interrogazione in Aula rivolta al ministro del Lavoro Elvira Calderone. Proprio il suo ministero fa sapere stamani in una nota che, dopo un ampio confronto con le associazioni dei pazienti, è stato adottato il decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il ministro della Salute, n. 4/2026, di attuazione della legge n. 193/2023 sull’oblio oncologico. Con l’obiettivo di “assicurare a chi ha affrontato una patologia oncologica una parità di opportunità nell’inserimento e nella permanenza al lavoro, nella fruizione dei relativi servizi e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi".
“Con questo decreto compiamo un passo che tocca la vita concreta delle persone – ha affermato Calderone -. Rendere pienamente operative le tutele previste dalla legge sull’oblio oncologico significa affermare con chiarezza che la guarigione deve coincidere con un nuovo inizio, libero da paure, pregiudizi e barriere ingiustificate. Il provvedimento garantisce strumenti reali per accompagnare il rientro al lavoro, sostenere la crescita professionale e valorizzare le competenze di ciascuno. È un impegno che il governo assume con convinzione: costruire un sistema che non lasci indietro nessuno e che sappia guardare alla storia personale di ogni cittadino con rispetto e responsabilità. Continueremo a lavorare, in costante dialogo, affinché chi ha superato una prova così difficile possa contare su un sostegno autentico e sulla possibilità di progettare il proprio futuro".
Il decreto mette al centro la dignità della persona e il diritto a vivere senza pregiudizi, barriere sociali ed economiche. Lo fa puntando in particolar modo sulle competenze, presenti o attivabili attraverso le politiche attive del lavoro. Nella pratica, assimila tutte le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità ricompresi tra i beneficiari del Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), del Fondo nuove competenze, dell’Assegno di inclusione (ADI) e
del Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) nel caso sia integrato il requisito economico, e tra coloro per cui possono essere attivati gli “accomodamenti ragionevoli” definiti dalle leggi n. 18/2009 e n. 104/1992, di recepimento della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
"Garantiamo così a migliaia di cittadini guariti dal tumore il giusto ed effettivo riconoscimento dei propri diritti. Penso, in particolare, a chi ha affrontato la malattia da bambino: oltre 50.000 guariti da tumore pediatrico potranno beneficiare della legge e guardare al futuro con maggiore serenità – ha sottolineato il viceministro con delega alle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci -. Continueremo su questa strada, nel segno di un impegno concreto e duraturo a favore delle persone con malattie oncologiche e di chi ha già vinto la propria battaglia".
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