26 Gennaio 2026

Milleproroghe: assunzioni, fisco e incompatibilità. I deputati ci provano

Tra gli emendamenti al decreto, in discussione alla Camera, criteri più soft sulla Gelli-Bianco, la facoltà allungata di stabilizzare i precari e di reclutare i pensionati. Molti fondi per l'assistenza territoriale e l'idea di mettere le farmacie in mano a banche e assicurazioni

Di Ulisse Spinnato Vega
Milleproroghe: assunzioni, fisco e incompatibilità. I deputati ci provano

La proroga fino al 31 dicembre 2026 della limitazione della responsabilità penale per gli operatori sanitari ai soli casi di colpa grave. La conferma delle misure straordinarie per il reclutamento di medici, specializzandi e personale sanitario. Il rinvio delle riforme strutturali come la valutazione multidisciplinare per anziani non autosufficienti. Sono questi i fronti più importanti, in ambito salute, su cui interveniva in origine il decreto Milleproroghe. Poi il governo ha integrato ulteriormente con un emendamento che estende alla fine del 2026 la possibilità per i dirigenti medici e sanitari di restare in servizio fino al compimento del 72esimo anno d’età.

Adesso, durante l’iter di conversione parlamentare, arrivano le modifiche proposte dai deputati, che naturalmente attendono il parere dei relatori e dell’esecutivo prima del voto. Molti emendamenti si concentrano ancora sulla proroga del trattenimento in servizio del personale oltre i limiti anagrafici e di anzianità. E alcuni di essi, sulla scia del governo, citano esplicitamente la soglia dei 72 anni per i camici bianchi. Italia viva punta invece a smussare i criteri della legge Gelli-Bianco circa la responsabilità penale per errori sanitari del personale. Il Movimento 5 stelle vuole a sua volta contrastare la medicina difensiva e chiede di creare un fondo di solidarietà sociale che indennizzi, in alternativa all’eventuale risarcimento ottenuto in sede giudiziaria, i danni gravi e irreversibili derivanti da infezioni ospedaliere, da farmaci o da incidenti, per i quali non si evince una chiara responsabilità del professionista, della struttura o del produttore.  

Noi Moderati, ma non solo, punta a procrastinare ulteriormente le norme che allentano il regime delle incompatibilità per il personale sanitario al di fuori dell’orario di servizio; resta tuttavia il vincolo dell’autorizzazione da parte della struttura di appartenenza. Qualche modifica mira invece a prorogare la facoltà delle aziende sanitarie di reclutare personale in quiescenza. Ancora il Cinquestelle cerca di rafforzare i requisiti di competenza degli aspiranti direttori generali. Fdi a sua volta tenta di differire a fine 2026 l’applicazione del nuovo nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di laboratorio. Mentre una modifica del Pd allunga i tempi fino a fine anno per le stabilizzazioni a tempo indeterminato, da parte delle aziende sanitarie, di personale precario reclutato con procedure concorsuali.

Alcuni emendamenti estendono la flat tax al 15% per le prestazioni aggiuntive a beneficio anche degli specialisti ambulatoriali interni in regime di convenzione. M5s e Iv puntano a sospendere le norme in materia di accreditamento e accordi contrattuali con il Ssn e, a regime, a rivedere il sistema in relazione ai soggetti che si dedicano alle cure domiciliari. Non mancano misure di rafforzamento o proroga dei programmi di screening (dai neonatali agli oncologici), ma diverse modifiche, soprattutto del centrodestra e Italia viva, stanziano maggiori fondi per garantire l’autosufficienza nazionale di sangue, plasma e nella produzione di farmaci plasmaderivati. Nel fascicolo degli emendamenti, ci sono poi proroghe sia per il Fondo dedicato al sostegno della mobilità pediatrica sia per quello a supporto delle persone con disabilità.  

Sul fronte dell’assistenza socio-sanitaria territoriale, il M5s presenza un pacchetto di norme che tra l’altro impegna 3 miliardi di euro per un contributo da 800 euro mensili ai caregiver con almeno 40 ore di assistenza settimanali e un Isee non superiore a 30mila euro. Poi si punta ad avere non meno di un assistente sociale ogni 4mila abitanti a livello di Ats (Ambito territoriale sociale) e a garantire progressivamente, a partire da quest’anno, un livello di spesa in grado di coprire 25 ore settimanali di assistenza domiciliare da parte dei servizi socio-assistenziali per le persone non autosufficienti.

Ancora Italia viva vuole allungare ulteriormente la deroga alle norme di riconoscimento delle qualifiche professionali, dal 31 dicembre 2027 fino alla fine del 2029, in favore di medici e operatori socio-sanitari ucraini. I pentastellati, poi, chiedono la tutela e valorizzazione delle competenze del personale Oss impiegato nei servizi di assistenza specialistica scolastica. Infine, sulla farmacia dei servizi, si segnala un emendamento Pd che apre la proprietà e il controllo, anche indiretti, delle farmacie a Stato, enti pubblici locali, ma pure fondi, banche o assicurazioni, senza il vincolo dell’esclusività rispetto ad altre attività, pur con alcuni paletti contro opacità e conflitti di interessi.

 

 

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