Cure palliative estese anche alle Rsa: la proposta centrista
La pdl a prima firma Cesa (Udc) punta su più risorse per garantire un maggiore accesso alle terapie e su una formazione obbligatoria per il personale
Le cure palliative non sono garantite a tutti coloro che ne hanno bisogno e l'accesso è disomogeneo sul territorio nazionale, per cui si rende necessario un potenziamento delle terapie del dolore. Per questo l'Udc ha presentato una proposta di legge a Montecitorio che prevede maggiori stanziamenti e estende l'accesso alle terapie alle Rsa. Le 'Disposizione in materia di accesso delle persone anziane alle cure palliative e alla terapia del dolore', a prima firma Lorenzo Cesa, deputato di Noi Moderati - Udc, parte da una presa d'atto: l'aumento delle persone anziane e non autosufficienti. Come si legge nel testo, nel 2030 saranno 5 milioni i non autosufficienti e un italiano su 12 sarà anziano. Secondo i dati diffusi dalla Federazione cure palliative l’11 novembre scorso, Giornata nazionale dedicata al tema, solo una persona su tre vi accede, una percentuale che scende al 18% nel caso dei minori e con forti disparità tra Regioni.
I bisogni poi sono destinati a crescere, come si evince anche dall'aumento dell'età media di accesso alle Rsa. "Si è passati - riporta il provvedimento - dagli 84,7 anni del 2013 agli 85,9 nel 2019".
L'OBIETTIVO DELLA LEGGE
Sulle cure palliative non siamo però all'anno zero. La legge 38 del 2010 ha regolato l'accesso alle terapie farmacologiche e non, che permettono di gestire il dolore e altri sintomi che compromettono il benessere dei malati, ma la sua attuazione non è garantita ovunque.
Cesa ha sottolineato, infatti, la necessità di "migliorare l'accesso e sostenere le Rsa con maggiori risorse per accompagnare il fine vita in modo dignitoso ed è quindi necessario un aggiornamento della legge, anche formando meglio il personale dedicato". Al testo ha lavorato anche Paola Binetti, Responsabile nazionale delle pari opportunità dell'Unione di centro e già autrice della precedente legge sulle cure palliative e la terapia del dolore (n 38 del 2010), che ha insistito su "una rapida calendarizzazione perché la cultura delle cure palliative si deve estendere".
LE RISORSE PER GARANTIRE L'ACCESSO ALLE CURE
Dopo lo stanziamento deciso in manovra di 20 milioni, la proposta di legge chiede 162 milioni annui (reperiti con un aumento della tassazione sul gioco d'azzardo legale) per garantire l'accesso alle cure "a tutti i soggetti anziani non autosufficienti, affetti da patologie per cui non esistono terapie", anche nelle Rsa dove ora non vengono attuate.
Ma pure dove queste terapie vengono somministrate, come gli Hospice, la risposta risulta insufficiente. Nella presentazione dell'articolato si evidenzia, infatti, la carenza di posti letto e la distribuzione "non uniforme nel territorio nazionale: il 53% al Nord, il 27,4% al centro, il 19,6% al Sud".
Oltre ad estendere l'accesso alle cure alle Rsa, la proposta centrista spinge sulla assistenza domiciliare. All'articolo 3 viene istituito un "servizio di emergenza palliativa domiciliare per la gestione del dolore acuto e dei sintomi complessi senza necessità di ricovero".
LA FORMAZIONE DEL PERSONALE
L'articolo 4 poi affronta il tema della formazione del personale, resa "obbligatoria" per chi opera nelle Rsa e nella assistenza domiciliare, grazie a corsi di aggiornamento "per i medici di medicina generale, gli infermieri e gli operatori socio-sanitari". Lo stanziamento per questi corsi è di 14,4 milioni annui.
Infine, i promotori hanno chiesto di avviare una campagna di sensibilizzazione "anche allo scopo di ridurre le richieste di accesso alla morte volontaria medicalmente assistita per mancanza di alternative assistenziali adeguate".
La proposta ha incassato l'appoggio del presidente della commissione Affari sociali della Camera Ugo Cappellacci (Forza Italia): "La legge 38 non è del tutto applicata e quindi è necessario un aggiornamento. Su questi temi la Commissione ha dimostrato di lavorare in modo produttivo, approvando diverse proposte di legge in modo bipartisan". Anche il vicepresidente Luciano Ciocchetti (FdI) ha evidenziato che quello delle cure palliative è "un tema caro alla Commissione che ha approvato una risoluzione a settembre sul potenziamento e la piena attuazione delle norme. Ora questa legge – ha concluso - completa il percorso".
Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram