27 Gennaio 2026

Arresto cardiaco, arrivano le linee guida valide in tutta Italia

Nella Penisola perdono la vita 60mila persone l'anno. Il documento realizzato da ministero della Salute e 118 per prestare il primo soccorso e contrastare questi numeri

Di NS
Foto di Martin Splitt
Foto di Martin Splitt

Il fattore tempo è centrale di fronte a casi di arresto cardiaco. Ecco perché è fondamentale conoscere le manovre di primo soccorso. Un’esigenza dettata anche dai numeri: in Italia 60mila persone all’anno perdono la vita per arresto cardiaco improvviso. Ministero della Salute e Società italiana sistema 118 (Sis 118) hanno predisposto le "Linee guida per la rianimazione cadiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore per la popolazione adulta e pediatrica", un documento valido in tutta Italia, da Nord a Sud.

Il documento è indirizzato alle Regioni, in particolare alle Centrali operative 118 e ai Centri di formazione accreditati, per assicurare un supporto didattico omogeneo su tutto il territorio nazionale che sarà a disposizione dei centri accreditati per la formazione e l’addestramento di tutti i cittadini che intendono acquisire le competenze rianimatorie di base potenzialmente salvavita.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci: “Queste linee guida per la prima volta hanno validità sull’intero territorio nazionale. Che ci si trovi in Sicilia o nelle province di Trento e Bolzano, ogni cittadino italiano può fare riferimento ai medesimi standard qualitativi – ha specificato -. L’obiettivo è chiaro: abbattere i costi della formazione e garantire che la cultura del primo soccorso diventi un patrimonio condiviso, eliminando le inaccettabili differenze tra Regioni”.

Il capo dipartimento della Prevenzione, Maria Rosaria Campitiello, ha sottolineato come “in caso di arresto cardiaco improvviso, il fattore tempo è essenziale: prima arriviamo e più vite salviamo. Per questo abbiamo aggiornato le Linee guida che non sono solo un documento tecnico-scientifico ma un vero e proprio investimento sulla sicurezza dei cittadini che vanno coinvolti nella prevenzione. Formare anche i cittadini, oltre al personale sanitario, nell’uso dei defibrillatori e nelle manovre rianimatorie può davvero fare la differenza”.
Il presidente nazionale SIS 118, Mario Balzanelli, ha ricordato infine che “a seguito dell’arresto cardiaco improvviso, circa 60.000 persone all’anno perdono la vita e questo supporto didattico per la formazione-addestramento dei cittadini, ossia dei non addetti ai lavori può essere prezioso per contrastare questi numeri”.

 

 

Sempre più vicini ai nostri lettori.
Segui Nursind Sanità anche su Telegram