03 Febbraio 2026

Tumori: "Oggi se ne può evitare 1 su 3. La svolta passa dalla prevenzione"

Il messaggio arriva dalla Lilt. Il presidente Schittulli: "Screening non raggiungono ancora una parte significativa del Paese. Non possiamo accettare che la possibilità di guarire dipenda dalla regione in cui si vive"

Di NS
Tumori: "Oggi se ne può evitare 1 su 3. La svolta passa dalla prevenzione"

“In Italia si guarisce di più dal cancro, ma si continua ad ammalarsi. Eppure un tumore su tre oggi si potrebbe evitare”. È l’allarme lanciato dal presidente nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), Francesco Schittulli, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro.
Nel nostro Paese nel 2025 sono stati stimati circa 390mila nuovi casi di tumore. Un numero ancora elevato, nonostante il sia pur lento, ma progressivo, calo della mortalità e il miglioramento dei tassi di sopravvivenza. “I progressi scientifici stanno salvando molte vite e la vera svolta passa dalla prevenzione. Ridurre le nuove diagnosi è oggi la priorità sanitaria nazionale”, evidenzia Schittulli. Non senza sottolineare appunto che:"La battaglia contro il cancro si vince prima della diagnosi. Investire oggi in prevenzione significa investire in salute, perché la prevenzione è cura”.

PREVENZIONE E DISOMOGENITÀ REGIONALE
I tassi di sopravvivenza a cinque anni sono in costante crescita e l’Italia registra una mortalità oncologica inferiore alla media europea, in particolare per i tumori della mammella, del colon-retto e del polmone. Un risultato riconducibile sia all’efficacia dei trattamenti che all’impatto degli screening e della diagnosi precoce. Tuttavia, persistono forti disuguaglianze territoriali nell’accesso alla prevenzione. “Non possiamo accettare che la possibilità di guarire dipenda dalla Regione in cui si vive” denuncia il presidente Lilt, che aggiunge: “Gli screening salvano migliaia di vite ogni anno, ma non raggiungono ancora una parte significativa della comunità italiana. È qui che si gioca la partita decisiva contro il cancro ed è qui che serve un intervento strutturale sulla prevenzione organizzata, in tutte le Regioni”.

LA NECESSITÀ DI NUOVI MODELLI DI ASSISTENZA
Accanto alla prevenzione primaria e secondaria, cresce il numero delle persone che convivono con una diagnosi oncologica: una popolazione che richiede nuovi modelli di assistenza. Secondo Schittulli, infatti, “vivere più a lungo non basta: dobbiamo garantire qualità di vita, reinserimento sociale, tutela del lavoro e un vero invecchiamento attivo, per chi abbia superato la malattia”.


 

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