Professioni sanitarie, Regioni: "Ok, ma chiediamo più coinvolgimento"
Disco verde definitivo sul rinnovo dell'Acn 2022-2024 della specialistica ambulatoriale. La bacchetatta arriva sui Lep: "Devono essere finanziati dallo Stato, non si possono trasferire funzioni senza risorse". I nomi dei governatori Fedriga e Fico per la presidenza e il cda di Agenas
Dalle Regioni è arrivato l’ok sul disegno di legge delega al Governo in materia di professioni sanitarie e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, sottolineando però “il mancato coinvolgimento delle Regioni in sede di predisposizione del testo”. Il parere favorevole è stato espresso nel corso della Conferenza Stato-Regioni di oggi. Un via libera, spiegano le Regioni, che “è maturato a seguito delle positive interlocuzioni con il ministero della Salute che si è impegnato a coinvolgere in modo effettivo le Regioni nella stesura dei decreti attuativi i quali, come concordato, saranno sottoposti al successivo passaggio in Conferenza Stato-Regioni per acquisire la specifica intesa con le Regioni per essere approvati”. Ai fini delle intese successive, dato che lo schema di decreto impone la clausola di invarianza finanziaria, le Regioni hanno assicurato che porranno attenzione su eventuali misure che dovessero comportante nuovi o maggiori oneri a carico dei propri bilanci, vista la necessità che i provvedimenti attuativi siano sorretti dalle adeguate risorse economiche statali.
“Il parere favorevole espresso oggi -fanno sapere infine - rimarca l’importanza di potenziare il Servizio sanitario nazionale attraverso la formazione e lo sviluppo delle competenze del personale sanitario, nonché attraverso la revisione della disciplina degli Ordini professionali e della responsabilità professionale”.
L'OK ALL'ACN 2022-24 DELLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE
Oggi è arrivato anche il disco verde definitivo sul rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale 2022-2024 della specialistica ambulatoriale, veterinaria e delle altre professionalità sanitarie (biologi, chimici e psicologi). Il contratto riguarda oltre 14 mila specialisti per i quali è previsto un aumento salariale medio del 5,78% per il triennio. Il passaggio formale segue l’approvazione in Conferenza delle Regioni dell’ipotesi di accordo siglato lo scorso 5 novembre in Sisac e il benestare della Corte dei conti, completando così la fase di contrattazione avviata con il rinnovo del contratto dei Medici di medicina generale.
I LEP E IL NODO FINANZIARIO
Ma le Regioni hanno lavorato anche sul ddl delega per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni, approvando le osservazioni scritte poi inviate alla commissione Affari costituzionali del Senato. Nel documento, le Regioni richiamano il rispetto dei principi costituzionali e di leale collaborazione tra livelli istituzionali che verrebbe meno qualora non si procedesse all’adeguato coinvolgimento delle Regioni nel processo legislativo.
I Lep infatti, pur essendo di competenza esclusiva statale, incidono prevalentemente su materie di competenza concorrente, la cui attuazione grava sulle Regioni. Pertanto, sottolineano, “è necessario prevedere che i provvedimenti attuativi della legge delega siano sottoposti al vaglio della Conferenza Stato-Regioni richiedendo lo strumento procedurale dell’intesa - e non del semplice parere - per la relativa approvazione”.
Quanto alla questione del finanziamento, le Regioni tornano a chiarire, come già fatto in sede di discussione delle legge di Bilancio 2026, che "i Lep, una volta determinati, devono essere integralmente finanziati dallo Stato, non ritenendo ammissibile trasferire funzioni senza risorse, né tantomeno scaricare gli oneri derivanti sui bilanci regionali. Questa posizione, supportata da sentenze di rango costituzionale, si realizza nella consapevolezza che solo attraverso un coinvolgimento pieno delle Regioni, una chiara assunzione di responsabilità finanziaria da parte dello Stato e un rispetto sostanziale del principio di leale collaborazione sarà possibile costruire un sistema dei Lep realmente capace di ridurre i divari".
I NOMI IN POLE DELLE REGIONI PER AGENAS
Qualcosa si muove anche sul fronte Agenas. La Conferenza delle Regioni, riunita oggi a Roma, ha indicato il nome di Massimiliano Fedriga, in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, a proposta dell’incarico di presidente Agenas e di Roberto Fico, presidente della Regione Campania, quale componente del Consiglio di Amministrazione. “L’incarico proposto – spiegano le Regioni - arriva in via transitoria ed evita il commissariamento dell’Agenzia”.
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