09 Febbraio 2026

Riforma del Ssn, "Un importante punto di svolta"

Il senatore Zaffini (FdI) difende la delega. E risponde alle critiche della senatrice Pd Lorenzin sul nostro giornale: "Le risorse? Saranno nei decreti attuativi". Sul nodo della carenza di infermieri ribatte: "Stiamo lavorando per rendere più appetibile la professione"

Di Marta Tartarini
Riforma del Ssn, "Un importante punto di svolta"

La riforma Schillaci rappresenta "un importante punto di svolta" che introduce una nuova organizzazione dell'assistenza che si inserisce "nell'impegno del governo a ridurre le liste di attesa". Lo sottolinea il senatore di FdI, Francesco Zaffini, presidente della commissione Affari sociali e Sanità, che respinge le critiche sulla carenza di risorse per la sanità e rivendica un piano di valorizzazione delle professioni sanitarie, in particolare degli infermieri.

LA RIORGANIZZAZIONE DEL SSN
Interpellato da Nursind Sanità, il parlamentare analizza il disegno di legge delega, varato dal Consiglio dei ministri il 12 gennaio, che, sostiene, va apprezzato perché "assegna al governo la necessità di strutturare, entro l'anno, la riforma della assistenza ospedaliera e territoriale". Il senatore apprezza in particolare la "riscrittura dell’architettura del nostro servizio sanitario con l’aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere, l’introduzione degli ospedali di terzo livello, quali strutture di eccellenza con bacino di utenza nazionale o sovranazionale e l’individuazione degli ospedali elettivi, privi di pronto soccorso, dove trasferire i pazienti acuti non urgenti". Zaffini sottolinea anche la "particolare attenzione all’assistenza territoriale per le persone non autosufficienti e il riordino della disciplina dei medici di base e dei pediatri, per rafforzare il contributo nell’assistenza territoriale, liberandoli dalla burocrazia che ruba tempo alla attività clinica". Nel dettaglio la novità più rilevante sono gli ospedali di rilievo nazionale che rappresentano per il senatore "un progetto sperimentale nazionale" con cui la delega intende "sperimentare nuovi modelli clinico-organizzativi, come percorsi assistenziali più integrati tra ospedale e territorio, uso di tecnologie digitali per la gestione dei pazienti, nuove modalità di collaborazione tra reparti e professionisti, sistemi di monitoraggio più efficaci per garantire standard di qualità elevati".

IL NODO COPERTURE
Ci sono poi i due grandi nodi, sollevati anche dalla ex ministra del Pd Beatrice Lorenzin in una intervista al nostro giornale: la mancanza di nuove risorse e la carenza di personale, in particolare quella degli infermieri, necessari a dare gambe a questi progetti. Sul primo fronte Zaffini spiega che "la legge delega non stanzia direttamente risorse perché sarebbe difficile quantificare in fase di delega l’ammontare delle necessità, ma i decreti legislativi dovranno indicare eventuali maggiori oneri e le relative coperture. In assenza di nuove risorse, l’attuazione dovrà avvenire con i mezzi già disponibili".
Il parlamentare di FdI allarga però il discorso al finanziamento sanitario generale, ricordando che "il bilancio 2026 assegna alla sanità 7,7 miliardi di cui 2,4 aggiuntivi: mai visti tanti saldi in sanità. Certo, vanno spesi bene - puntualizza - ma questo non lo si fa con la legge delega che stabilisce un quadro generale. Quindi non capisco le critiche sulle risorse che arrivano da chi ha governato e poteva destinare risorse invece di lasciare disastri. Questo governo, sempre nella legge di bilancio di quest'anno, ha previsto l'assunzione di quasi 7 mila infermieri e 1000 medici, ma il problema è che bisogna anche trovarli questi professionisti".

LE STRATEGIE IN CAMPO PER RENDERE PIÙ APPETIBILE LA PROFESSIONE DI INFERMIERE
E così si viene al secondo grande tema, quello della carenza definita "drammatica" da Zaffini di infermieri. "Il fatto è che non si trovano e per questo stiamo lavorando per rendere più appetibile la professione". Un percorso che passa attraverso l'abolizione della esclusività e un iter universitario più lungo per garantire possibilità di carriera. "Dobbiamo portare a termine questi due importanti provvedimenti che sono la non esclusività e il biennio di specialità. Il primo non ha preso bene il via, vediamo che i direttori sanitari sono rigidi nel riconoscere ai nostri infermieri la possibilità di lavorare fuori orario in altre strutture, ma è una sfida che dobbiamo vincere. Poi, stiamo portando a compimento il miglioramento del percorso formativo, offrendo la possibilità di fare la biennale dopo la triennale, con la specializzazione su tre fronti: cronicità, emergenza-urgenza e prevenzione, per creare l'infermiere specializzato".

LO SCOGLIO DEGLI STIPENDI BASSI
Questi sono tasselli importanti di una valorizzazione che passa anche attraverso stipendi più pesanti. "Gli infermieri - sottolinea Zaffini - vanno pagati meglio e per questo abbiamo previsto ad esempio una flat tax al 15% per le prestazioni aggiunte. Abbiamo dato la possibilità alle Regioni e Province autonome nel 2026 di usare 143,5 milioni per finanziare queste prestazioni, come turni serali, festivi o notturni, necessari per coprire la carenza di organico e abbattere le liste d’attesa. Dal 2026, il governo ha previsto poi un incremento dei finanziamenti già stabiliti dalla precedente legge di bilancio per le indennità di specificità, che per gli infermieri siamo passati da 285 a 480 milioni. Poi c'è la flat tax per chi opera nelle strutture private accreditate con una imposta al 5% che si applica ai compensi per lavoro straordinario".

"NON C'È NESSUNO OSTACOLO NELL'ACCESSO ALLE CURE CHE, ANZI, MIGLIORA"
Rispetto alla questione dello scivolamento verso il privato Zaffini parla di "un tema complesso. Probabilmente il più importante di cui mi sto occupando: va potenziato il secondo pilastro con la sanità integrativa, non è più rinviabile, ne va dell'esistenza e della resistenza del nostro servizio sanitario per come lo conosciamo".
Respinta anche la critica alla riforma di non favorire un accesso delle cure. "Osservo che l’attenzione al potenziamento dell’integrazione tra ospedale e territorio, l’aggiornamento e la classificazione delle strutture ospedaliere, la previsione di nuove reti assistenziali sono tutti temi contenuti nella delega che vanno proprio nella direzione di un miglioramento dell’accesso alle cure dei cittadini", conclude il presidente della commissione Sanità.

 

 

 

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