10 Febbraio 2026

Chikungunya, ecco le mete sensibili e la profilassi da seguire

Arrivano le linee guida per la vaccinazione contro il virus. Il documento Simvim punta a trasformare la prevenzione da gestione emergenziale a difesa strutturata

Di NS
Foto di FotoshopTofs
Foto di FotoshopTofs

Cuba, Brasile, Paesi dell’America Latina e dell’Asia, come l’India, oltre ad alcune specifiche aree della Cina. La Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni (Simvim) non ha dubbi: sono mete rispetto alle quali la vaccinazione contro il virus della Chikungunya - fortemente raccomandata a coloro che si recano nelle aree del mondo dove è in corso una epidemia - dovrebbe essere inserita fra gli adempimenti da compiere prima di mettersi in viaggio. A tal proposito, la Società ha curato e pubblicato le indicazioni per la prevenzione dal virus Chikungunya che sono state di recente illustrate nel corso di un webinar tecnico scientifico rivolto a medici e specialisti.

ECCO PER QUALI METE E SOGGETTI È CONSIGLIATO IL VACCINO
Il documento, nato dalla stretta collaborazione tra Simvim e Siti (Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica), non solo chiarisce che la vaccinazione sia fortemente raccomandata per chiunque visiti zone con epidemie in corso, ma risulta una scelta consigliata per i soggetti che soggiornano in aree dove nei cinque anni precedenti vi è stata una evidenza di trasmissione del virus, specie per coloro che hanno più di 65 anni o comorbidità.

LA PROFILASSI A PRESCINDERE DAL PERIODO DI SOGGIORNO
“A differenza di indicazioni promulgate in altri Paesi, in queste non vengono poste tempistiche minime di soggiorno in aree a rischio per raccomandare la profilassi, si sottolinea invece che la puntura di zanzara può verificarsi in ogni momento, indipendentemente dalla durata del soggiorno - spiega Andrea Rossanese, presidente Simvim e responsabile Travel clinic del Centro di malattie tropicali dell'Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar dí Valpolicella - Nelle Raccomandazioni emerge l'importanza di considerare il rischio legato ai soggiorni in zone endemiche come un fattore cumulativo prospettico. Ciò implica che la profilassi debba essere valutata attentamente non solo per i singoli viaggi di lunga durata, ma anche per i viaggiatori che si recano frequentemente in aree a rischio, accumulando nel tempo una probabilità di esposizione significativa”.

DA UNA GESTIONE EMERGENZIALE A UNA DIFESA STRUTTURATA
L'adozione di tali Raccomandazioni trasforma la prevenzione della Chikungunya da una gestione emergenziale a una difesa strutturata, capace di rispondere sia alle esigenze dei viaggiatori internazionali sia alla protezione della collettività dai focolai autoctoni, confermando l'impegno dell'Italia nel contrasto a minacce virali che non possono più essere considerate distanti.
Le Raccomandazioni definiscono con precisione i protocolli d'impiego della vaccinazione Chikungunya e stabiliscono criteri chiari per la profilassi, garantendo una piena coerenza con i quadri normativi già pubblicati in altri Paesi da organismi autorevoli quali il Centers for disease control and prevention (Cdc) negli Stati Uniti, il Joint committee on vaccination and immunisation (Jcvi) nel Regno Unito, la Ständige impfkommission (Stiko) in Germania, e le società Asociación española de vacunología (Aev) e Sociedad española de medicina del viajero (Semevi) in Spagna.

QUANDO VACCINARSI
“Chiunque, oggi, sia in procinto di partire alla volta di un Paese a rischio chikungunya - per esempio, Cuba, Brasile, Messico oppure le province meridionali della Cina -, dovrebbe recarsi almeno 15 giorni prima in un ambulatorio dedicato per la medicina dei viaggiatori del proprio territorio: ci sono oltre 200 punti d’accoglienza in tutto il territorio nazionale - conclude il presidente Simvim Rossanese - che rientrano in una rete del servizio sanitario nazionale”.

 

 

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