Sanità digitale, "Target Pnrr raggiunti, ma poca trasparenza e obiettivi al ribasso"
Secondo il monitoraggio Gimbe, le tre scadenze centrate riguardano telemedicina, digitalizzazione degli ospedali e Fascicolo sanitario elettronico. Cartabellotta: "Tutte formalmente rispettate, ma senza certezze sui reali beneifici per i cittadini"
Telemedicina, digitalizzazione delle strutture ospedaliere e implementazione del Fascicolo sanitario elettronico: sono queste le tre scadenze europee da rispettare per incassare la rata del Pnrr Missione salute. Tutte e tre risultano raggiunte. Il problema, però, come denuncia la Fondazione Gimbe nel suo monitoraggio indipendente, è la scarsa trasparenza, oltre agli obiettivi rivisti al ribasso. "Al 31 dicembre 2025 – dichiara il presidente Nino Cartabellotta - per la Missione Salute del Pnrr erano previste tre scadenze europee relative alla digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale: tutte risultano formalmente rispettate, ma senza certezze sui reali benefici per i cittadini e per la sanità pubblica. Inoltre, il rispetto delle scadenze non può giustificare una rendicontazione poco trasparente: l’assenza di dati pubblici e i criteri utilizzati per certificare il raggiungimento dei target sollevano varie perplessità e devono essere completati da una rendicontazione dettagliata dei risultati. La trasparenza non è un dettaglio tecnico, ma un requisito essenziale di accountability e i dati pubblici sono 'bene comune', perché raccolti con il denaro dei contribuenti".
I NUMERI
Tanto per cominciare con 1,45 miliardi di euro è stato raggiunto solo un livello base di digitalizzazione invece di 280 ospedali informatizzati:il target europeo originario prevedeva infatti l’informatizzazione di tutti i reparti in 280 ospedali sede di Dipartimenti di emergenza e accettazione (Dea) di I e II livello. Il Fascicolo sanitario è usato dal 95% dei medici di famiglia, ma il profilo sanitario sintetico è ancora un miraggio e solo il 44% dei cittadini ha dato il consenso alla consultazione. “Purtroppo – commenta Cartabellotta – i concetti di accesso, consultazione, operazione e alimentazione del Fse non sono riportati in maniera univoca nelle norme e nelle fonti istituzionali: di conseguenza, è impossibile dedurre con assoluta certezza a cosa corrisponda il raggiungimento del target”.
Sul fronte della telemedicina, infine, il target Ee, che prevedeva almeno 300.000 pazienti assistiti in telemedicina, è stato ampiamente superato: la settima relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr riporta infatti 467.479 pazienti. Tuttavia, il monitoraggio effettuato tramite la piattaforma nazionale di telemedicina gestita da Agenas non è accessibile pubblicamente: tutte le Regioni e Province autonome hanno attivato almeno un progetto di telemedicina, ma non sono disponibili dati pubblici sul numero di pazienti assistiti per singola Regione. "Se il target è stato raggiunto – chiosa Cartabellotta - è indispensabile rendere pubblici i numeri. Senza conoscere il numero di pazienti assistiti in ciascuna Regione e per quali servizi di telemedicina, è impossibile verificare se esistono gap digitali da colmare. Perché il Pnrr non serve solo a raggiungere i target nazionali, ma deve ridurre le diseguaglianze regionali e territoriali".
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