Un intergruppo sulla salute non si nega a nessuno. Ma serve davvero?
Si tratta di organismi informali, promossi dai parlamentari con spirito bipartisan, che puntano a mettere assieme decisori politici e stakeholder. Sui temi sanitari ne sono nati almeno una dozzina dall'inizio della legislatura. Tuttavia, restano dubbi sulla loro incidenza effettiva
Gli intenti e gli scopi sono nobili, ma l’utilità e le ricadute non sempre effettive. Gli intergruppi parlamentari fioccano sugli argomenti più disparati e anche in tema di salute ne sono sorti molti dall’inizio della legislatura. Si tratta di organismi informali e trasversali, promossi e partecipati da eletti di tutti gli schieramenti, che agevolano il confronto tra decisori politici, esperti, società scientifiche e associazioni di pazienti per approfondire il dibattito e rafforzare la sensibilizzazione su un determinato problema, influenzando poi l’azione normativa attraverso paper, documenti o relazioni finali.
Non si tratta di veri e propri consessi istituzionali, ma nascono come strumenti di dialogo che dovrebbero facilitare la messa a punto di atti parlamentari su argomenti sensibili per la salute, dagli stili di vita all’accesso ai farmaci, dall’assistenza territoriale all’innovazione tecnologica. Restano tuttavia perplessità sulla produttività concreta di questi intergruppi in termini documentali, ancorché i paper tecnici o gli spunti di intervento normativo possano sorgere non soltanto in conclusione di attività, ma in ogni momento dell’iter di riflessione e confronto tra regolatori e stakeholder.
Si potrebbe dire che un intergruppo parlamentare non si nega a nessuno. I critici mettono però in evidenza soprattutto un rischio: non essendo soggetti a una rigida disciplina giuridica, questi consessi prestano potenzialmente il fianco a opacità e interessi di parte e possono diventare strumento di pressione lobbistica. Dall’altra parte, si fa notare che difficilmente riescono a operare in modo efficace senza una dotazione economica adeguata e confidando soltanto sulla buona volontà dei soggetti coinvolti.
Restando al settore sanitario, in questa legislatura di intergruppi parlamentari ne sono sorti almeno una dozzina. Attorno ad essi sono fioriti incontri, dibattiti, convegni, ma in pochi hanno poi prodotto paper o relazioni con risvolti concreti. A giugno 2023 è nato ad esempio l’intergruppo One Health, presieduto dai due deputati di Fratelli d’Italia, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli. Il suo impegno è centrato su una visione olistica che tiene assieme salute umana, animale e ambientale. C’è da dire che almeno in questo caso, rara avis, sono stati prodotti dei dossier tecnici su temi che spaziano dall’antimicrobico resistenza alla sicurezza alimentare, dall’ambiente alla trasformazione, con un focus sulla governance e sul nodo della frammentazione delle competenze.
In qualche modo collegato a questo, nel gennaio 2025 è nato l’intergruppo parlamentare One Mental Health che punta a rispondere all’emergenza delle patologie mentali, migliorando l’accesso ai servizi e superando lo stigma. L’iniziativa parte dal senatore Ignazio Zullo, anche lui FdI, che presiede l’organismo. Ma poi spiccano le presenze dei colleghi Sandro Sisler e Guido Quintino Liris (FdI pure loro) e Beatrice Lorenzin per il Pd. Programmaticamente, l’organismo dovrebbe concentrarsi sul ‘One Brain’ come piattaforma multidisciplinare che consente di osservare la salute del cervello dal punto di vista neurologico, psichiatrico e neuropsichiatrico. Non manca il sostegno al Tavolo tecnico nazionale e al Pansm (Piano d’azione nazionale per la salute mentale), ma non risultano documenti prodotti dall’intergruppo.
Come se non bastasse, un mese dopo è nato quello dedicato allo stesso One Brain su iniziativa della deputata di Forza Italia Annarita Patriarca, anch’esso naturalmente focalizzato sulla salute del cervello con l’ambizione di tenere assieme neurologia e psichiatria. Tra l’altro, sempre Patriarca è co-presidente, assieme ancora a Lorenzin, dell’intergruppo parlamentare su Neuroscienze e Alzheimer, sorto nel maggio del 2023. Quest’ultimo appare come uno dei più attivi dal punto di vista delle iniziative mediatiche, ma manca ancora un paper finale che tiri le fila del dibattito generato.
Risale invece al novembre 2024 l’organismo informale Camera-Senato che si occupa di Innovazione sanitaria e Tutela del paziente. Programmaticamente si focalizza sulla sostenibilità del Ssn e sull’accesso alle innovazioni terapeutiche. È co-presieduto dal deputato forzista Nazario Pagano assieme al collega di ramo parlamentare e di partito Ugo Cappellacci e al senatore FdI Francesco Zaffini. Non risulta ancora una relazione finale, ma nemmeno documenti tecnici intermedi.
L’intergruppo sulle Malattie rare e i Tumori oncoematologici rari lavora per uniformare le prestazioni sul territorio nazionale e favorire l’applicazione della legge quadro 175 del 2021. Avviato agli albori della legislatura e promosso trasversalmente da parlamentari come il pentastellato Orfeo Mazzella e la sorella d’Italia Elisabetta Gardini, dovrebbe puntare in particolare sull’accesso rapido ai farmaci ‘early access’ e supportare la ricerca sui farmaci orfani. Il problema è che se ne sono perse le tracce o quantomeno le iniziative intraprese hanno avuto visibilità nulla.
Tutt’altra musica per l’intergruppo su Stili di vita e Riduzione del rischio. Nato nel febbraio 2025, è dedicato appunto alla sensibilizzazione e promozione di abitudini sane contro sedentarietà, fumo e alcol. Vaste programme, avrebbe detto Charles de Gaulle, tuttavia l’organismo vanta addirittura una propria pagina web, da cui si evince la nutrita pattuglia bipartisan di parlamentari aderenti. Non mancano i soliti Cappellacci e Ciocchetti, ma poi c’è la leghista di Montecitorio Simona Loizzo, il deputato FdI Matteo Rosso e Ilenia Malavasi per il Partito democratico, solo per citare qualche nome. Non risultano però, a un anno di distanza, documenti o relazioni.
A ottobre 2023 è sorto anche l’intergruppo sulle Malattie dermatologiche e la Salute della pelle. L’obiettivo è migliorare la consapevolezza dell’opinione pubblica su patologie come la psoriasi, togliendola dal limbo del semplice inestetismo. Presieduto dalla senatrice Iv Daniela Sbrollini e dal senatore FdI Renato Ancorotti, ambisce a un patto di legislatura per screening, prevenzione, aggiornamento dei Lea e ricerca adeguata. Nella pratica, eventi, convegni, dibattiti molto interessanti, ma non c’è ancora un dossier da consultare.
Altrettanto ben focalizzato è l’intergruppo sulla Prevenzione e cura delle patologie oculari. Risale al maggio 2023 e ha ricevuto adesioni trasversali. Lo presiede ancora Matteo Rosso, assieme al senatore e collega di partito Giovanni Satta. Anche in questo caso gli obiettivi hanno a che fare con la promozione degli screening e la sensibilizzazione dei cittadini, passando per innovazioni normative e una facilitazione dell’accesso equo alle cure. È l’unico organismo che evoca direttamente un raccordo con il Pnrr e la Missione 6. Un robusto approccio programmatico che in questo caso ha avuto uno sbocco: l’anno scorso, a valle degli Stati generali delle malattie oculari, promossi dallo stesso intergruppo, è stato pubblicato il primo consensus paper di policy sanitaria per le patologie oculari. Ne è scaturita la necessità di un cambio di paradigma nell’approccio alla salute visiva, alla luce di una demografia in rapido mutamento e di un bisogno crescente di presa in carico continuativa, innovativa ed equa.
Non riguarda esclusivamente i temi sanitari, se non per una sua sub-commissione specifica dedicata al diritto alla salute, l’intergruppo parlamentare sui Dritti fondamentali della persona. Nato nell’ottobre 2023, si presentava come “un esperimento di democrazia partecipativa mai tentato prima in Italia”. Presieduto dalla senatrice M5s Mariolina Castellone e dalle sue vice Pega Moshir Pour e Flavia Carilini, due attiviste, aveva come scopo di aprire le istituzioni ai cittadini – un po’ come la vecchia, cara scatoletta di tonno – e allargare il perimetro del dibattito attraverso documenti, emendamenti e proposte di legge scaturiti dal basso. Gli incontri e i convegni in questi anni sono stati molti, l’ultimo era in programma proprio oggi. Aspettiamo gli esiti finali.
Ancora collegato all’intergruppo One Brain e ancora una volta promosso dal solito Ignazio Zullo, ecco anche l’intergruppo sul Diritto alla salute nell’età evolutiva, diritto inteso in senso lato. Dice di volersi focalizzare su prevenzione e diagnosi precoce, accesso equo alle cure, promozione dell’educazione sanitaria e salute mentale. Nato appena a ottobre scorso, è forse troppo giovane per aver prodotto paper o documenti. Dunque, è giusto aspettare. Tuttavia, la legislatura corre rapida verso la chiusura e quindi bisogna darsi una mossa. C’è da dire che a dicembre 2024 era già sorto l’intergruppo per l’Endocrinologia e Diabetologia pediatrica, ovviamente più focalizzato sui piccoli e gli adolescenti con patologie ormonali e diabete. È co-presieduto da una coppia della Lega: la senatrice Elena Murelli e il deputato Luca Toccalini. Non si segnalano attività di rilievo nell’ultimo anno, in pratica è desaparecido.
Infine eccoci all’ultimo nato, che sembra voler sfidare i tempi corti della 19esima legislatura: l’intergruppo parlamentare sulla Sclerosi multipla ha visto la luce appena a novembre sorso e la sua prima riunione è avvenuta a gennaio inoltrato. È promosso dall’Associazione italiana sclerosi multipla assieme alla senatrice del Carroccio Tilde Minasi e alla deputata di Avs Luana Zanella. Gli obiettivi sono un po’ sempre quelli, ma stavolta serviranno tempi da Speedy Gonzales.
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