Celiachia, la ricerca che va verso l'addio alle diete senza glutine
L'Associazione farmaceutici dell'industria premia il progetto di uno studente dell'Università della Calabria e mette al centro del suo 65esimo Simposio l'IA, sempre più impiegata nel settore
Potrebbe scrivere la parola fine alle rigide diete e migliorare quindi lo stile di vita dei celiaci. Si tratta di un progetto di ricerca portato avanti da uno studente venticinquenne dell’Università della Calabria. Si chiama Giuseppe Scopelliti e il suo studio è il “Development of Molecularly Imprinted Polymers for Gluten Management in Celiac Disease: A Novel Medical Device Approach”.
IL PROGETTO E IL PREMIO AFI
Il progetto mira a sviluppare un dispositivo medico innovativo basato su polimeri a imprinting molecolare per la gestione della celiachia. Questi polimeri rappresentano un'innovazione nella terapia mirata: si legano selettivamente alla fibra alimentare e offrono una soluzione basata sulla precisione. Attualmente, i pazienti con celiachia devono aderire rigorosamente a una dieta priva di glutine, il che è difficile e porta a una scarsa compliance. Il "sistema trappola" proposto e basato sui polimeri a imprinting molecolare offre una terapia complementare riducendo l'assorbimento del glutine e attenuando i sintomi. Questo apre un nuovo mercato terapeutico, offrendo ai pazienti un'alternativa o un'aggiunta alle restrizioni dietetiche.
Il ricercatore è tra i dieci under 30 vincitori del premio, giunto alla seconda edizione, intitolato al professor Alessandro Rigamonti, fondatore di Afi, scomparso nel 2024.
L'AFI E L'IMPATTO DELL'IA SU RICERCA E SVILUPPO
Proprio l’Associazione farmaceutici dell’industria, promotrice dell’iniziativa, è intanto già proiettata sul suo 65esimo Simposio di giugno (10-12 giugno) a Rimini che sarà dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale e a come il settore si stia preparando a questa trasformazione. Del resto, come ha sottolineato il presidente Afi, Giorgio Bruno, “i dati più recenti indicano una crescita significativa dell’adozione dell’IA nelle imprese italiane: oltre la metà delle grandi aziende la utilizza stabilmente e circa il 16% delle imprese ha già integrato queste tecnologie nei propri processi. Nel settore farmaceutico, in particolare - ha aggiunto -, l’intelligenza artificiale è sempre più impiegata nella ricerca e sviluppo, nella progettazione di nuovi farmaci e nell’ottimizzazione dei processi, a conferma di un comparto dinamico e orientato all’innovazione”. Tuttavia, ha concluso, “è necessario proseguire nell’impegno per diffondere competenze scientifiche e digitali, rafforzare la cultura dell’innovazione e promuovere collaborazioni pubblico-private, affinché l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo davvero efficace allo sviluppo sostenibile del Paese e alla salute delle persone”.
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