25 Febbraio 2026

Celiachia, la ricerca che va verso l'addio alle diete senza glutine

L'Associazione farmaceutici dell'industria premia il progetto di uno studente dell'Università della Calabria e mette al centro del suo 65esimo Simposio l'IA, sempre più impiegata nel settore

Di NS
Foto di Dmytro Vynohradov
Foto di Dmytro Vynohradov

Potrebbe scrivere la parola fine alle rigide diete e migliorare quindi lo stile di vita dei celiaci. Si tratta di un progetto di ricerca portato avanti da uno studente venticinquenne dell’Università della Calabria. Si chiama Giuseppe Scopelliti e il suo studio è il “Development of Molecularly Imprinted Polymers for Gluten Management in Celiac Disease: A Novel Medical Device Approach”.

IL PROGETTO E IL PREMIO AFI
Il progetto mira a sviluppare un dispositivo medico innovativo basato su polimeri a imprinting molecolare per la gestione della celiachia. Questi polimeri rappresentano un'innovazione nella terapia mirata: si legano selettivamente alla fibra alimentare e offrono una soluzione basata sulla precisione. Attualmente, i pazienti con celiachia devono aderire rigorosamente a una dieta priva di glutine, il che è difficile e porta a una scarsa compliance. Il "sistema trappola" proposto e basato sui polimeri a imprinting molecolare offre una terapia complementare riducendo l'assorbimento del glutine e attenuando i sintomi. Questo apre un nuovo mercato terapeutico, offrendo ai pazienti un'alternativa o un'aggiunta alle restrizioni dietetiche.
Il ricercatore è tra i dieci under 30 vincitori del premio, giunto alla seconda edizione, intitolato al professor Alessandro Rigamonti, fondatore di Afi, scomparso nel 2024.

L'AFI E L'IMPATTO DELL'IA SU RICERCA E SVILUPPO
Proprio l’Associazione farmaceutici dell’industria, promotrice dell’iniziativa, è intanto già proiettata sul suo 65esimo Simposio di giugno (10-12 giugno) a Rimini che sarà dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale e a come il settore si stia preparando a questa trasformazione. Del resto, come ha sottolineato il presidente Afi, Giorgio Bruno, “i dati più recenti indicano una crescita significativa dell’adozione dell’IA nelle imprese italiane: oltre la metà delle grandi aziende la utilizza stabilmente e circa il 16% delle imprese ha già integrato queste tecnologie nei propri processi. Nel settore farmaceutico, in particolare - ha aggiunto -, l’intelligenza artificiale è sempre più impiegata nella ricerca e sviluppo, nella progettazione di nuovi farmaci e nell’ottimizzazione dei processi, a conferma di un comparto dinamico e orientato all’innovazione”. Tuttavia, ha concluso, “è necessario proseguire nell’impegno per diffondere competenze scientifiche e digitali, rafforzare la cultura dell’innovazione e promuovere collaborazioni pubblico-private, affinché l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo davvero efficace allo sviluppo sostenibile del Paese e alla salute delle persone”.

 

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