Ok definitivo al Milleproroghe: esteso lo scudo penale ai sanitari
Confermate tutte le norme salienti dopo il passaggio lampo in Senato. Prorogata per altri due anni la possibilità di esercitare la libera professione per gli infermieri del Ssn. I medici potranno restare in servizio fino a 72 anni
Senza nemmeno essere passato dalla commissione Affari costituzionali, con una inevitabile coda di polemiche, il decreto Milleproroghe riceve il via libero definitivo dall’Aula del Senato con 98 voti a favore e 54 contrari sulla questione di fiducia posta dal governo. I tempi erano strettissimi, vista la necessità di chiudere entro il 27 febbraio, dunque a fronte di 378 emendamenti e 31 ordini del giorno a Palazzo Madama hanno capito che non c’era tempo per il vaglio della commissione di merito.
Molte le misure confermate in materia sanitaria. Quella che forse più interessa gli infermieri è la proroga per altri due anni dell’esclusione del regime di incompatibilità, al di fuori dell’orario di lavoro, per i dipendenti del Ssn rispetto ad eventuali incarichi libero-professionali. Confermata poi la posticipazione fino a fine anno del cosiddetto scudo penale: la responsabilità dei professionisti sanitari è così limitata ai soli casi di colpa grave in contesti di carenza di organico. Viene pure allargata a tutto il 2026 la possibilità per le aziende sanitarie e ospedaliere di trattenere in servizio i medici fino a 72 anni e di riassumere, su istanza degli interessati, i sanitari andati in pensione a partire dal primo settembre 2023.
Diventa inoltre permanente la ricetta medica digitale e dematerializzata. E viene posticipato al 31 dicembre 2028 il termine per il completamento del ciclo di formazione continua 2023-2025. Vengono poi stanziati 54 milioni di euro nel biennio 2026-2027 per l’assistenza sanitaria agli sfollati dell’Ucraina. Soddisfazione è stata invece espressa dall’Avis per la proroga a tutto il 2027 della collaborazione degli specializzandi con le associazioni nella raccolta di plasma, attraverso incarichi occasionali libero-professionali oltre che in forma volontaria e gratuita.
Viene esteso a tutto il 2026 pure il limite anagrafico dei 68 anni per l’accesso nell’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale in aziende sanitarie, ospedaliere e altri enti del Ssn. La soglia vale anche per l’accesso negli elenchi regionali da cui vengono pescati i direttori amministrativi, sanitari e dei servizi sociosanitari. Prorogata fino a fine anno, poi, la possibilità, per il personale dell’emergenza-urgenza in possesso dei requisiti di pensionamento anticipato, di chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro full time in part time.
Ancora sull’emergenza-urgenza, vengono allargati a tutto il 2026 i requisiti attuali di partecipazione ai concorsi del personale per l’accesso alla dirigenza medica del Ssn. In pratica, si offre la facoltà ai camici bianchi che tra il 2013 e il 2024 abbiano maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativo (con contratti a termine, co.co.co., contratti di convezione o altre forme di lavoro flessibile), presso i servizi di emergenza-urgenza, di partecipare ai concorsi. È sufficiente peraltro un numero di ore, documentato, equivalente ad almeno tre anni di anzianità del personale medico del Ssn a tempo pieno.
Per ridurre le liste d’attesa, gli enti del Ssn potranno, ancora per tutto il 2026, reclutare con incarichi semestrali di lavoro autonomo gli specializzandi e potranno assumere a tempo determinato altro personale sanitario, infermieri compresi, e sociosanitario, ma anche specializzandi regolarmente iscritti agli ultimi due anni di corso della scuola di specializzazione. Si proroga inoltre a fine anno l’adeguamento degli standard organizzativi e di personale della rete dei laboratori del Ssn ai processi di efficientamento legati a nuove metodiche automatizzate. Infine, tra le altre misure, è allungata fino a fine 2026 l’operatività del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con uno stanziamento di 10 milioni di euro.
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