Congedo paritario, "La bocciatura della legge è un'occasione persa"
La delusione della presidente Fnopo Vaccari per La battutta d'arresto subita dal provvedimento alla Camera: "Comprediamo le preoccupazioni sulla sostenibilità finanziaria, ma rinunciare a una misura che può incidere su denatalità e parità di genere è un errore di prospettiva"
C’è delusione dalle parti della Fnopo dopo la bocciatura della proposta di legge promossa dalle opposizioni per l’istituzione del congedo parentale paritario. La battuta d’arresto è arrivata in Aula alla Camera il 24 febbraio scorso, dopo i rilievi espressi dalla Ragioneria generale dello Stato sulle coperture economiche del provvedimento. L’obiettivo della legge era appunto quello di superare la distinzione tra congedo di maternità e paternità a favore di un congedo (unificato) di 5 mesi per ciascun genitore e conseguente retribuzione al 100% dello stipendio. Nulla di fatto, quindi. Di qui la reazione della presidente Fnopo, Silvia Vaccaro: “La notizia della bocciatura della proposta di legge sul congedo parentale paritario ci lascia delusi, ma determinati a continuare il nostro impegno. La Fnopo è a favore del congedo paritario perché da sempre schierata nella lotta contro la denatalità e convinta che la condivisione dei tempi di cura tra madri e padri sia una leva essenziale di equità di genere e di sostegno alle famiglie”.
“Comprendiamo che le preoccupazioni sulla sostenibilità finanziaria siano legittime, ma riteniamo che rinunciare a una misura che potrebbe favorire la parità di genere, il riequilibrio dei carichi familiari e intervenire sulla denatalità sia un errore di prospettiva – ha aggiunto Vaccari -. Le condizioni di vita delle famiglie italiane richiedono risposte coraggiose e orientate all’equità, non rinunce tecniche, specialmente quando si tratta di politiche che possono accompagnare la genitorialità, sostenere la partecipazione femminile al lavoro e incentivare scelte di famiglia consapevoli”.
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