Decreto carburanti, "Si taglia la sanità per fare benzina"
La denuncia della senatrice Castellone (M5s): "Per ridurre i prezzi alla pompa tagli lienari ai ministeri, il terzo taglio più pesante è di 86 milioni di euro ed è a carico del dicastero della Salute"
Il caro carburanti rischia di avere ricadute pesanti anche sulla sanità. Il Consiglio dei ministri ha licenziato ieri un provvedimento per calmierare i prezzi. Si articola in un decreto legge e un decreto interministeriale che contengono appunto disposizioni volte a ridurre, “per un periodo di venti giorni a decorrere dal 19 marzo”, come riporta il comunicato diffuso da Palazzo Chigi, la tassazione su gasolio, benzina e Gpl. Come effetto del provvedimento si prevede una riduzione del prezzo di 25 centesimi al litro per gasolio e benzina e di 12 centesimi al chilo per il Gpl. Peccato però che - come denuncia la senatrice del M5s e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone - il decreto vada a colpire anche la sanità. “C'è un elemento – evidenzia la parlamentare pentastellata - che il governo ha scelto deliberatamente di non comunicare. A leggere il testo, e non il comunicato di Palazzo Chigi che tace su questo punto, emerge che la copertura dell'operazione, per oltre 500 milioni di euro, viene assicurata attraverso tagli lineari ai ministeri. E il terzo taglio più pesante, 86 milioni di euro, è a carico del ministero della Salute”.
“Ottantasei milioni - rimarca - sottratti alla sanità pubblica per finanziare venti giorni di sconto alla pompa. Questo governo, che fa della difesa della sanità pubblica una bandiera retorica, taglia la salute per fare benzina. Chiederemo spiegazioni nelle sedi parlamentari competenti: quali voci di spesa sanitaria verranno compresse? Con quali conseguenze per i cittadini?”, si chiede Castellone. Per poi concludere: “Quello che serve è un intervento strutturale: taglio permanente delle accise, tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche, trattativa a Bruxelles per sospendere il Patto di Stabilità. Non decreti a scadenza, non tagli lineari alla salute, non annunci calibrati sul calendario elettorale. Gli italiani meritano risposte vere, non venti giorni di sconto”.
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